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Sagrada Familia Opera iniziata nel 1882 - ancora in fase di realizzazione Barcellona, Spagna Considerato uno degli architetti più importanti del modernismo novecentesco, Gaudì fu anche rappresentante di una corrente culturale e spirituale che sosteneva valori profondamente cristiani, quasi mistici. E mistico era lui stesso, come dimostra bene una vita di povertà e solitudine spesa a servizio della sua professione, ma con un fine più alto: costruire la città di Dio nella città degli uomini. Per quarantadue anni, dal 1884 fino al giorno dell'improvvisa morte, Gaudì lavorò instancabilmente alla “cattedrale dei poveri”, la Sagrada Familia. Negli ultimi tempi non si allontanava più dal gigantesco cantiere neppure per dormire. Nonostante avesse una piccola casetta nel centro storico di Barcellona, si era ricavato un angolino nella Sagrada Familia, dove studiava e lavorava, giorno e notte. Straordinaria e stravagante opera edificata grazie alle elemosine raccolte per decenni, la Sagrada Familia è un’opera in cui in cui si avverte profondamente il distaccarsi dell’artista dalla tradizione storica, in favore di una invenzione formale estremamente libera e fantastica. Architetture innovative Le architetture di Gaudì sono caratterizzate da linee curve, forme bizzarre, colori vivaci dovuti all’uso della ceramica e del vetro: il esse è evidente il richiamo alla natura, che, come disse Gaudì, è “il grande libro sempre aperto che bisogna sforzarsi di leggere”. Il segreto della sua originalità sta, infatti, in questa grande capacità di osservare la realtà per ciò che contiene. Per lui ciò che è in natura è funzionale e ciò che è funzionale è bello. Un grande amore per la natura Gaudì ama la natura perché la considera opera di Dio. Se l’architetto vi si lega, continua col suo lavoro la creazione e le dimore che costruisce diventano ponti di collegamento tra l’uomo e Dio. Una storia difficile È sicuramente l’edificio più importante della lunga carriera di Gaudì. La Sagrada Familia ha avuto una storia controversa. Nata come chiesa Neo-gotica, intitolata alla Sacra Famiglia, il progetto è passato di mano in mano fino a giungere a Gaudì, la cui ambizione era costruire una cattedrale che sintetizzasse tutti gli stili architettonici del passato: la cattedrale del XX secolo. Si racconta che Gaudì fosse talmente preso dal suo progetto che neanche si accorse di essere investito mortalmente da un’auto, mentre attraversava la strada, il 7 Giugno 1926. Le facciate Sono stati scritti libri interi sulla complessa simbologia e sull’architettura delle facciate. Ad esempio, si sa che l’unica facciata che Gaudì riuscì a vedere fu quella della Natività, decorata con elementi tratti dal mondo naturale e collocata sul lato orientale. Al lato opposto si trova, invece, la facciata della Passione, vicina a quella della Resurrezione. La struttura La cattedrale è nata come ricostruzione di una basilica gotica e, pertanto, ne mantiene la struttura di cinque navate, transetto e abside. Per rendere la verticalità, Gaudì utilizzò pinnacoli e torri con forma a spirale, poi ricoperti da simboli religiosi con mosaici di vetro veneziano. Le diciotto torri rappresentano i Dodici Apostoli, i Quattro Evangelisti, la Vergine Maria e Gesù Cristo. |