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La mimiatura
 
Analisi a cura di Viviana Ranzato e Monica Perin

Lettera E figurata, Vangeli di Cutbercht - ONB, Vienna
La miniatura

Nell'immagine:
Lettera E figurata, Vangeli di Cutbercht
VIII secolo
ONB (Biblioteca Nazionale d'Austria), Vienna


Durante il Medioevo le comunità di monaci vanno ad abitare nelle colline, all’interno di abbazie, che si costruiscono in tutta Europa.
L’abbazia non è solo l’abitazione dei monaci, ma anche una grande biblioteca, perché in essa si conservano i libri e li si leggono, insegnando il sapere.

I libri non vengono stampati, ma scritti a mano dai monaci amanuensi e vengono chiamati codici.
Sono rilegati con copertine pesanti, anche ricoperte di lamine di metallo prezioso e gemme.
All’interno sono decorati con miniature, cioè piccole pitture attorno alla lettera iniziale di ogni capitolo o di ogni pagina; oppure illustrazioni a colori e in oro.
I codici sono libri preziosi e molto costosi; perciò non tutti possono averli: solo principi e importanti uomini di Chiesa hanno il privilegio di possederli e di leggerli, anche perché nel Medioevo la maggior parte delle persone non sa leggere né scrivere.
Solo dopo tanti anni (alla fine del XIV secolo) i codici cominciano ad essere più numerosi, a girare per le città e diventano, così, quasi dei libri illustrati, pieni di immagini religiose, ma anche di fiabe e leggende.
Quando viene inventata la stampa, poi, a fine Quattrocento, i libri non vengono più ricopiati a mano, ma si stampano: sono tutti uguali e non sono più arricchiti dalle miniature dipinte a mano.

Rosso-arancio
La parola miniatura deriva da minium, il nome latino del colore rosso-arancio usato all’inizio solo per le iniziali (i primi monaci, decoratori di iniziali in rosso, venivano chiamati rubricatores, da qui deriva la nostra parola italiana rubrica).
Le parole venivano scritte su dei fogli di pergamena, ricavata dalla pelle di vitelli, capre, agnelli e pulita in acqua e calce, che elimina i peli e toglie il grasso dalla pelle, rendendola pronta per essere scritta e dipinta.
I colori sono fatti di materiale minerale e vegetale; per le miniature più preziose si usano l’oro e l’argento, in lamine sottilissime.
Le tecniche utilizzate sono quelle dell’acquerello e della tempera.

Per tutti i gusti
Diversi tipi di miniature hanno caratterizzato diversi periodi storici.
Eccone alcune:
  • Zoomorfa o fiorita, i monaci trasformavano la lettera iniziale del paragrafo in animali, uccelli, pesci fiori o piante… così un S poteva diventare un serpente squamato, la E veniva attraversata da pesci…
  • Caleidoscopica, diverse specie animali si mescolavano tra loro come in un caleidoscopio, regalando dinamismo alla lettera, così un serpente che mordeva la coda di uno scoiattolo poteva diventare una D.
  • Figurata, le figure umane si muovevano e si modificavano dando vita alla lettere iniziali, così un uomo che leggeva poteva raffigurare la C e un Babbo Natale oggi potrà essere una B!
  • Carolingia, all’epoca di Carlo Magno compare l’utilizzo dell’oro, aumentano le dimensioni del monogramma che sostituisce il decoro fiorito, figurato o zoomorfo.
  • Ottoniana, così chiamata dal nome degli imperatori che vengono dopo di Carlo Magno, all’oro si aggiungono decori ad intreccio ed ogni colore assume un proprio significato, come lo splendore dell’oro è simbolo di luce e di fede.
  • Istoriata, la lettera ha all’interno una scena dipinta facendone da cornice. I soggetti si adattano allo spazio a loro disposizione, così una C può fare da riparo ad un mendicante.


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