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Marc Chagall
 
Analisi a cura di Viviana Ranzato e Monica Perin

Marc Chagall - Io e il mio paese Io e il mio paese

Realizzata nel 1911 con la tecnica della pittura ad olio su tela (192,1 x 151,4 cm), l'opera è esposta presso il Museum of Metropolitan Art di New York (il famoso MOMA).

Questo quadro è stato dipinto da Chagall nel quartiere della "Ruche". L'artista, a Parigi, non dimentica la sua infanzia russa. I colori squillanti mostrano l'influenza del pittore contemporaneo Delaunay, mentre la geometrizzazione delle forme, quella del cubismo.
È l'immagine idealizzata del tipo di comunità in cui fu allevato, dove gli uomini e animali vivono in armonia.

I colori sono vivaci e non naturali e le forme sono scomposte e ricomposte con una sicurezza ed una libertà nuove nell'opera di Chagall a dimostrazione della rapidità con cui seppe assorbire la lezione della pittura moderna.
Sullo sfondo, le case di Vitebsk sono disposte ad arco, quasi a suggerire la curvatura della terra.

L'enorme testa verde rappresenta l'artista stesso: nella mano tiene un ramoscello in fiore, che probabilmente simboleggia l'albero della vita. Tra le due immagini principali ci sono un piccolo uomo e una donna a testa in giù. L'uomo, con la sua falce, potrebbe rappresentare la morte, in contrasto con l'albero della vita sottostante.

La riscoperta del proprio linguaggio

«Gli impressionisti riempivano le loro tele di macchie d'ombra e di luce; i cubisti di cubi, triangoli e coni. Io cerco di riempire le mie tele, in una data maniera, con oggetti e figure trattate in quanto forme - forme sonore, come i suoni - forme ardenti fatte per una nuova dimensione cui né la geometria dei cubisti né le macchie degli impressionisti possono arrivare. Sono ostile alle parole fantasia e simbolismo.

Tutto il nostro mondo interiore è realtà, forse persino più reale del mondo esterno.
Chiamare tutto ciò che sembra illogico fantasia o favola in realtà significa ammettere che non si capisce la natura...

Nel mio quadro Io e il mio Paese, ho dipinto una piccola mucca ed una lattaia nella testa di una grande mucca perché avevo bisogno proprio di quel tipo di forma in quel punto della composizione. Ho utilizzato mucche, lattaie, galli e l'architettura tipica della provincia russa come fonte d'ispirazione formale perché questi elementi appartengono al mio paese d'origine; ed essi probabilmente hanno lasciato nella mia memoria visiva un'impressione più profonda di tutte le impressioni che ho ricevuto successivamente.

Ciascun pittore è nato da qualche parte, e, anche se in seguito reagisce alle influenze di nuovi ambienti, una certa essenza, un certo profumo del suo paese natale persisterà sempre nel suo lavoro. Pertanto non bisogna sbagliarsi: ciò che conta qui non è il soggetto nel senso in cui i vecchi accademici sceglievano dei soggetti per i loro quadri. Gli influssi originari determinano la scrittura dell'artista. Ciò è evidente negli alberi e nei giocatori di carte in Cézanne, nato in Francia; negli orizzonti ventosi di Van Gogh, nato in Olanda...

Molto spesso, ciò che mi disturba nell'arte, a partire dall'impressionismo, è l'imperfezione del linguaggio artistico, un linguaggio che sovente è solo approssimativo.
Come potremmo spiegarci diversamente le deviazioni di percorso dell'arte, alla ricerca di nuovi stili e di nuovi contenuti?

L'uomo cerca qualcosa di nuovo; deve riscoprire l'originalità del proprio linguaggio: un linguaggio identico a quello dei primitivi, di quegli uomini che quando hanno incominciato a parlare hanno parlato della loro unica verità. La specie umana vuole riscoprire questo linguaggio senza, tuttavia, ridursi all'imitazione degli stili».
(M. Chagall, 1947)


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