La campana dell’anno Mille, dal Museo della Campana di Agnone.

Suonò, suonò, suonò mille anni fa,
in cima alla chiesetta di San Pietro,
in quell'antica e tenebrosa età,
il Medio Evo brigantesco e tetro.

Suonò anche duemila anni fa,
un tempo ancor più antico e battagliero,
quando Roma mandava in quantità
soldati a conquistare un Impero.

Suonò anche tremila anni fa,
non per briganti o imperiali macelli,
ma per allarme d'incendio o, chissà,
tener lontano il lupo dagli agnelli.

È la campana dell’anno mille!

Vuoi giocare con le campane?

La campana è un bel soggetto per il biglietto pasquale. Ecco una bella idea, semplice per realizzarne uno: sembrerà una vetrata!

Che cosa serve:

Un semplice biglietto augurale, realizzato con la tecnica della vetrata. Si può mostrare prima ai bambini l’effetto della luce di una candela attraverso la carta velina colorata.

Ritagliare il cartoncino bianco o colorato della forma e delle dimensioni dei classici biglietti augurali (15 X 10 cm). Punteggiare in corrispondenza del contorno della sagoma della campana, creando gli intagli.

Ritagliare dei pezzi di carta velina colorata, incollarli sul retro del cartoncino ritagliato.

Sulla facciata fissare un fiocco di carta, scrivere all’interno il messaggio pasquale del bambino e personalizzare con la sua firma.

 

 

Si possono realizzare CAMPANELLE con i vasetti di terracotta (puoi leggere qui come poter fare) oppure utilizzando bicchieri di carta!

 

 

 

Vuoi saperne di più sul Museo delle campane?

L'arte della fusione delle campane in questo paese del Molise è una tradizione che risale a diversi secoli fa, ed è legata principalmente al nome della famiglia Marinelli. La sua storia inizia nel 1339, anno in cui un avo dei Marinelli, Nicodemo, incide il suo nome sulla campana della chiesa di Agnone, la notevole parrocchiale di Sant'Emidio. Da allora, i membri della famiglia Marinelli cominceranno a tramandarsi il mestiere di padre in figlio, usando le stesse tecniche adottate dal loro antenato. Il successo di queste campane è legato non solo alla secolare esperienza di chi le fabbrica, ma specialmente alla qualità dei loro suoni, tanto potenti quanto limpidi, ottenuti attraverso calcoli estremamente precisi del peso, dello spessore, del diametro e dell'altezza di ogni campana. Infatti, nella fonderia Marinelli, non si usano misure o criteri standard, ogni esemplare è un originale, come se fosse una bottega artigianale.

Il Museo Marinelli, sorto nel 1997 per volontà del dott. Pasquale Marinelli, dedicato al fratello Ettore, è uno dei pochissimi musei privati nel mondo a raccogliere una vasta collezione di campane dall'anno mille ai nostri giorni.

La sua unicità è dovuta alla compresenza dell'attigua omonima Pontificia Fonderia in cui è tutt'ora praticata l'arte campanaria dallo scultore. La famiglia Marinelli ha un ricordo davvero speciale: l'aver accolto, nella fonderia, Giovanni Paolo II.

Questa apparsa su La Giostra è una campana antichissima, appartiene alla famiglia Marinelli. Pare che non esista copia più antica di questa. La trovarono nella campagna abruzzese, così com’è adesso: non ha fregi nè iscrizioni. È di bronzo; chi la costruì conosceva bene l’arte di fondere i metalli. Probabilmente fu riparata con quella maniglia di ferro, sopra. Chissà come suonò al suo primo collaudo musicale… Chissà per chi e perché suonò questa campana, tremila anni fa…

Per visitare il sito del Museo, clicca qui