Giorgio LOTTI

Hai mai pensato che la fotografia sia anche un modo per raccontare le persone?

 

Vuoi conoscere l'artista e scoprire tutti i segreti di quest'opera? Vuoi giocare con la sua arte?

Vedi?
La parola fotografia deriva dal greco e significa “scrittura di luce”.
Qui ci sono tante fotografie che descrivono le emozioni e i gesti del grande poeta Eugenio Montale.
Fare delle fotografie ad una persona permette di mostrarla così com’è, ma anche di raccontare di lei molto di più di quel che vedono gli occhi.

Ti piacciono queste fotografie?

Le ha scattate Giorgio Lotti, che vuole mostrare tutte le espressioni possibili di un poeta, dando di lui un’interpretazione personale e simpatica.
Sembra quasi che Montale faccia delle smorfie buffe per far sorridere chi guarda.

Analisi dell'opera: Eugenio Montale

 

Eugenio Montale, 1975

Queste fotografie sono state scattate per fare un ritratto insolito del grande poeta Eugenio Montale. A volte una grande personalità come la sua sembra lontana, irreale, quasi impossibile da pensare nella sua quotidianità. Lotti vuole mostrare tutte le espressioni possibili di un poeta, dando di lui un’interpretazione personale e simpatica.
Sembra quasi che Montale faccia delle smorfie buffe per far sorridere chi guarda. L’occhio dell’artista qui è attento a cercare il nascosto, l’invisibile per gli occhi; lo scopo del fotografo, qui e in tutte le sue altre opere, è raccontare ciò che lo spettatore, il lettore, in caso di Montale, non vede.
Del ritratto d’artista Lotti ha fatto una vera passione realizzando una collezione unica nel suo genere. Ritratti non banali ma dove la conoscenza approfondita dell’opera dell’artista trapela da ogni fotografia.

La Fotografia
Fotografia è una parola che deriva dal greco e significa “scrittura di luce”. La tecnica di riproduzione fotografica è stata inventata agli inizi dell’Ottocento e raffinata verso la metà del secolo.
La fotografia attrae la nostra attenzione per la sua capacità quasi magica, inspiegabile, di mostrare le cose così come le vedono i nostri occhi.
Ma l’immagine fotografica non è mai una semplice “replica” della realtà e la sua verosimiglianza è solo apparente.
Ogni fotografia inquadra solo alcuni aspetti del mondo visibile, presentandoli come efficaci composizioni dotate di uno stile particolare, e quindi ogni volta offre solo uno dei tanti punti di vista e una delle tante interpretazioni che si possono dare di ciò che si è fotografato.

Simili a dipinti

Alla sua comparsa, la fotografia è stata subito considerata un modo per riprodurre la realtà, che non richiedesse matite, pennelli e altri simili strumenti artistici.
Le prime immagini fotografiche, quindi, furono simili ai dipinti, sia nella scelta dei soggetti, sia nel momento in cui erano inquadrati.
Presto, però, i fotografi iniziarono a capire le grandi possibilità di questa tecnica, in particolare la sua capacità di rendere visibili cose che di solito sfuggono all’occhio umano, permettendo così di aumentare la conoscenza e la percezione della realtà.
Le varie sperimentazioni portarono sempre più a definire la fotografia come una forma d’arte come le altre, autonoma e con un proprio specifico linguaggio.

 

Giochiamo con l'arte di Giorgio LOTTI

Tante idee per giocare: le fotografie

Fotografare è una via del tutto speciale per imparare a vedere, ad osservare, ad esplorare, a documentare e indagare. Quando si fotografa per osservare, per cogliere aspetti particolari della realtà, per interpretarla e reinventarla, la fotografia è “comunicazione”.

Come per molte cose, per imparare bisogna fare, ma per fare bisogna conoscere il funzionamento della macchina fotografica.
Il meccanismo base è quello di una scatola ben chiusa e oscurata nella quale per un certo tempo passa la luce attraverso l’obiettivo e “impressiona” i sensori elettronici o la pellicola sensibile.
Il laboratorio fotografico deve quindi cominciare dalla conoscenza del mezzo potendolo manipolare e, se possibile, smontare in modo che si possa vedere:

    * una scatola impenetrabile alla luce;
    * un obiettivo attraverso il quale passa la luce;
    * un diaframma che consente di regolare l’ apertura dell’obiettivo;
    * un esposimetro.

La realizzazione di una foto prevede una serie di operazioni quali:

    * l’accensione;
    * l’inquadratura del soggetto;
    * la messa a fuoco;
    * l’esposizione;
    * per la macchina digitale, la memorizzazione dell’immagine.

Per i bambini è più semplice ed immediato l’utilizzo della macchina fotografica digitale, in quanto è dotata di funzioni automatiche che correggono l’immagine ancor prima di scattare e consente una fruizione immediata della foto e, se non si è soddisfatti, di cancellarla potendola rifare.
Per far capire l’importanza della fotografia come mezzo di comunicazione forniamo ai bambini un tema da sviluppare e un album da realizzare, associando a ciascuna immagine delle didascalie che raccontano il perché dello scatto.

Ai bambini si chiede di...

    * Osservare l'opera: che cosa rappresenta? Che tipo di ritratto è? Cosa vuole raccontare?
    * Stupirsi delle immagini: perché non c’è una sola fotografia, ma tante, in successione? Raccontano, forse, anche il passaggio del tempo: ogni scatto è un momento cristallizzato e, se messi in successione, sembra che raccontino una sequenza. Meglio una sola o tutte insieme?
    * Immaginare cosa passa nella mente dell’artista: cosa voleva mostrare il fotografo facendo quegli scatti? E cosa passava nella mente del poeta quando faceva quelle smorfie? Prova un po’ a immaginare… Magari si possono scrivere delle didascalie.
    * Leggere le immagini: qual è il centro narrativo di ogni fotografia? E perché è in bianco e nero? Quale differenza ci sarebbe se fosse a colori? Perché la mano del poeta diventa uno degli elementi più importanti di queste foto?
    * Esplorare il linguaggio del corpo, passando dall’immagine al gesto: quali gesti compie il soggetto rappresentato in queste foto? Che cosa comunicano? Come sono la fronte, gli occhi, la bocca, le mani di Montale? Che idea ci restituiscono di questo personaggio? È rilassato o teso? È contento o preoccupato? È indifferente o si vergogna di essere fotografato? I bambini provano ad esprimere le più svariate emozioni attraverso il proprio volto, osservandosi allo specchio. Alla fine del percorso possono scattare le foto delle loro facce e realizzare una vera e propria mostra fotografica dei propri ritratti.
 

Vita dell'artista: Giorgio LOTTI

 Giorgio Lotti (1937)

“Sono convinto che la tecnica sia importante, ma è soprattutto l’arricchimento personale che ti permette di compiere un buon lavoro.
Il problema non è diventare un buon fotografo ma rimanere un buon fotografo”.
(Giorgio Lotti)

Giorgio Lotti è nato a Milano nel 1937.
Secondo i suoi primi progetti, come ha raccontato più volte, doveva diventare disegnatore di gioielli. Ma poi la sua strada ha preso un’altra direzione.

“Adoravo il cinema e spesso rivedevo lo stesso film due o tre volte, rimanendo in sala dal pomeriggio fino a tarda sera. Mia madre fraintese quella passione e credendo che il cinema avesse a che fare con la fotografia mi spinse in questa direzione. Seguii il suo consiglio ed è stata la mia fortuna”.
Ha iniziato a lavorare nel 1957, collaborando ad alcuni importanti giornali italiani e internazionali.
Ha vinto numerosi premi per la sua attività, per il suo occhio attento a registrare avvenimenti, volti, situazioni.
Alcune sue immagini sono conservate nei musei americani, di Tokio, Pechino, Londra, Parigi, Parma, Modena.

Gentile, schivo, ricco di cose da raccontare, parla con passione del mestiere di fotografo, dei viaggi intorno al mondo e di una professione che forse sta perdendo la sua vera identità.
Negli ultimi dieci anni si è dedicato alla ricerca fotografica nel campo del colore e dell’arte.

Alcune opere significative dell'artista:
Giorgio Lotti ha pubblicato parecchi libri di fotografie; le sue opere sono esposte in molti musei di tutto il mondo. È l’autore del ritratto ufficiale di Zhou en Lai (Cina, 1973), foto stampata in 90 milioni di esemplari.
Lotti non è solo stato un grande reporter, ma nei suoi viaggi intorno al mondo ha fotografato moltissimi personaggi, da politici come Arafat a maestri dell’arte come Andy Warhol.

Per avere la possibilità di vedere una panoramica completa delle sue opere, vi rimandiamo al suo sito ufficiale: www.giorgiolotti.it.