Giorgio Lotti (1937)
“Sono convinto che la tecnica sia importante, ma è soprattutto l’arricchimento personale che ti permette di compiere un buon lavoro.
Il problema non è diventare un buon fotografo ma rimanere un buon fotografo”.
(Giorgio Lotti)
Giorgio Lotti è nato a Milano nel 1937.
Secondo i suoi primi progetti, come ha raccontato più volte, doveva diventare disegnatore di gioielli. Ma poi la sua strada ha preso un’altra direzione.
“Adoravo il cinema e spesso rivedevo lo stesso film due o tre volte, rimanendo in sala dal pomeriggio fino a tarda sera. Mia madre fraintese quella passione e credendo che il cinema avesse a che fare con la fotografia mi spinse in questa direzione. Seguii il suo consiglio ed è stata la mia fortuna”.
Ha iniziato a lavorare nel 1957, collaborando ad alcuni importanti giornali italiani e internazionali.
Ha vinto numerosi premi per la sua attività, per il suo occhio attento a registrare avvenimenti, volti, situazioni.
Alcune sue immagini sono conservate nei musei americani, di Tokio, Pechino, Londra, Parigi, Parma, Modena.
Gentile, schivo, ricco di cose da raccontare, parla con passione del mestiere di fotografo, dei viaggi intorno al mondo e di una professione che forse sta perdendo la sua vera identità.
Negli ultimi dieci anni si è dedicato alla ricerca fotografica nel campo del colore e dell’arte.
Alcune opere significative dell'artista:
Giorgio Lotti ha pubblicato parecchi libri di fotografie; le sue opere sono esposte in molti musei di tutto il mondo. È l’autore del ritratto ufficiale di Zhou en Lai (Cina, 1973), foto stampata in 90 milioni di esemplari.
Lotti non è solo stato un grande reporter, ma nei suoi viaggi intorno al mondo ha fotografato moltissimi personaggi, da politici come Arafat a maestri dell’arte come Andy Warhol.
Per avere la possibilità di vedere una panoramica completa delle sue opere, vi rimandiamo al suo sito ufficiale: www.giorgiolotti.it.