Il Museo delle cose possibili ci presenta la testa di un drago... non è fantastico?
Che cos’è?
Testa di drago,
l’ha fatta un mago?
Testa cattiva,
da dove arriva?
Ma guarda, scruta,
osserva, fiuta:
testa arrabbiata,
carta pressata.
Testa infuriata,
carta incollata.
Testa infernale,
è il Carnevale!
(Testo di Roberto Piumini)
La testa di drago è realizzata in cartapesta. Un bel lavoro di riciclaggio, oltre che artistico!
La società dei consumi produce grandi quantità di rifiuti che stanno sommergendo, inquinando e degradando ambienti naturali, città e paesi provocando danni all'economia ed alla salute dei cittadini, a costi sociali altissimi.
Il Carnevale di Viareggio, fin dal 1925 con l'uso della cartapesta o carta a calco, ha fatto propria la filosofia del recupero e del riciclaggio attraverso una tecnica manuale ed un modo originale e creativo, utilizzando un materiale usato e gettato via. La povertà dei mezzi utilizzati nella lavorazione come la carta di giornale, la colla di farina, la creta, il gesso, i giunchi, costituisce la caratteristica della tecnica viareggina che si esprime in modo esplosivo nella costruzione dei grandi carri allegorici. Questa tecnica artigianale, applicata dai nostri artisti anche in altri settori, come la scenografia, la museografia, l'arredamento e l’oggettistica, è di facile impiego e può essere usata nelle scuole, dalla materna alle superiori, come linguaggio espressivo autonomo. Essa permette l'unione di più tematiche, dall'ideazione dei soggetti alla struttura portante, dalla modellatura in creta alla formatura in gesso, dall'applicazione della carta alla colorazione. La tecnica della cartapesta, in una società sempre più indirizzata verso la computerizzazione, valorizza la creatività privilegiando l'operatività manuale e, in particolare, l'utilizzo ed il recupero di un materiale "usa e getta".
AL LAVORO
Cartapesta macerata
Ingredienti per 1 Kg circa di impasto:
5 fogli doppi di giornale
2 cucchiai colmi di gesso in polvere
2 cucchiai colmi di colla da parati in polvere (tipo METYLAN)
2 cucchiai di colla vinilica (tipo VINAVIL)
un cucchiaio di olio di semi di lino
Altro materiale:
una ciotola capiente
un mixer (o robot da cucina o come altro lo si voglia chiamare)
un cucchiaio di legno
un cucchiaio
guanti di gomma per proteggere le mani
una pentola capiente
un setaccio a maglia fine
un secchio di plastica
- Strappare la carta di giornale seguendo il senso della fibra (la direzione verso cui la carta si strappa più facilmente).
- Ridurla a pezzetti di due o tre centimetri quadrati.
- Mettere tutto in una pentola capace o in un secchio. Ricoprire di acqua e far macerare almeno per 48 ore.
- Mettere la carta macerata in una pentola, aggiungere due litri d'acqua, portare a ebollizione e far bollire per 20 minuti circa finché le fibre della carta non sono ammorbidite completamente.
- Togliere dal fuoco e triturare il tutto in un mixer, fino a ridurre il composto ad una poltiglia molto fine.
- Lasciare raffreddare e, strizzando con le mani l'impasto, scolare l'acqua in eccesso (ponendo attenzione a non seccarla troppo!).
- Porre la materia in una capiente terrina e aggiungere 2 cucchiai di colla vinilica (aumentando la dose si ottiene un prodotto finale più solido e resistente) e mescolare.
- Aggiungere 2 cucchiai di gesso bianco in polvere passandolo al setaccio e regolare eventualmente in più se l'impasto sembra troppo molle (non aggiungere troppo gesso! renderà l'oggetto fragile e pesante) e mescolare.
- Aggiungere un cucchiaio di olio di lino e mescolare.
- Dopo aver mescolato molto bene aggiungere due cucchiai di colla in polvere per parati e lavorare ancora con le mani per ottenere un impasto morbido "come quello della pizza".
- A seconda dello spessore dell'oggetto andrà fatta asciugare per 2-3 giorni, ma anche due settimane.
- Eseguire le decorazioni finali con vernice acrilica, smalto sintetico o tempere.
- Facoltativamente terminare con un flatting a spruzzo.
Cartapesta a strati
Per questa tecnica si diluiscono quattro parti di colla vinilica (tipo VINAVIL) e una di acqua (4:1) per ottenere il collante da stendere tra uno strato e l'altro di carta.
- Strappare la carta di giornale in strisce di 3 cm circa, seguendo il senso della fibra (la direzione verso cui la carta si strappa più facilmente) e metterla a bagno in acqua tiepida fino a renderla intrisa completamente di acqua (il tutto dura pochi secondi); strizzarla leggermente e riaprirla a striscioline
- Rivestire all'interno o all'esterno l'oggetto da "copiare" con della pellicola trasparente (palloncini gonfi, ciotole, marmitte, vasi, maschere, statue ecc.)
- Alternare uno strato di colla ad uno di carta stendendo sopra la forma da "copiare" le striscioline, in modo da incrociarsi tra loro . Iniziare con uno strato di colla e mettere almeno tre strati di carta. fare asciugare per una notte.
- A seconda della consistenza che si vorrà dare all'oggetto si sovrapporrà in seguito qualche strato di carta da pacchi anch'essa trattata in bagno di acqua tiepida (che richiede però qualche giorno per asciugare bene).
- Ricoprire poi con altri strati di giornale a striscioline ed eseguire le decorazioni finali con vernice acrilica o smalto o tempere.
- Facoltativamente terminare con un flatting a spruzzo.
Al Museo della Cittadella è possibile scoprire tutti i segreti e i trucchi della cartapesta. Qui si trova la testa di drago.
Che cos’è?
Questa maschera, come tutte le altre del carnevale di Viareggio, è il frutto della lunga tradizione di falegnami e segantini che lavoravano nelle darsene, alla costruzione delle navi. La loro arte è poi passata nel carnevale; ancora oggi nell’allestimento dei carri allegorici si utilizzano le tecniche dei costruttori navali. Non è fantastico? Questa testa di drago è realizzata in cartapesta; dentro si possono scoprire le leve e le corde che la animano.
Il museo accoglie gli atelier dove i costruttori viareggini realizzano i carri allegorici, racconta attraverso documenti originali, bozzetti, manifesti e modellini, la gloriosa storia del Carnevale di Viareggio. All’interno del Museo è presente anche uno stand didattico che illustra le diverse fasi della realizzazione di un’opera in cartapesta, mentre al piano terra dell’edificio museale sono allestiti laboratori didattici dove è possibile cimentarsi nella manipolazione della creta e della carta per fare esperienza di modellazione e lavorazione di un manufatto in cartapesta. Di recente realizzazione (2003) è situato all’interno del nuovo complesso della “Cittadella del Carnevale”, progettata dall’arch. Francesco Tomassi ed inaugurata il 15 dicembre 2001. La statua di Burlamacco creata dalla fantasia di Uberto Bonetti nel 1930 accoglie con il sorriso i visitatori per guidarli nel fantastico mondo del Carnevale.
Questo drago è un bell’esempio di “teste a capo”; giganti di carta, portati ed animati da persone, che provocano allegria e divertimento con le loro forme grottesche e satiriche. Questi mascheroni rappresentano la “palestra di lavoro ” per i giovani futuri carristi…
Il carattere artigianale del Carnevale di Viareggio affonda le sue radici nelle darsene dove maestri d’ascia, falegnami e segantini costruivano i bastimenti. L’esperienza della cantieristica navale si è col tempo trasferita nell’artigianato del Carnevale, che ha utilizzato e fatte proprie le sue tecniche.
Il museo della Cittadella vuol essere uno “scrigno della memoria” dove i visitatori possano cogliere e capire la magia del nostro Carnevale.
Visita il museo al link http://www.museodelcarnevale.it/