Quando la passione per la natura si riversa nell'arte, nasce qualcosa di meraviglioso! Scopri come...
L'incantatrice di serpenti
1907 - Olio su tela
Dimensioni: cm. 169 x 189
Musée d'Orsay, Parigi
Vedi?
In questo quadro c’è un’aria di mistero: un grande serpente si arrotola intorno a un ramo; dei fiori giganteschi sembrano emanare il loro profumo al di fuori della tela; un uccello rosa è forse arrivato direttamente dal mondo delle fiabe e quella donna che suona il flauto appare come una maga.
Ti piace questo quadro?
L’ha dipinto Henri Rousseau, il Doganiere, a cui piaceva tanto disegnare paesaggi della giungla, foreste quasi fatate. Prestava molta attenzione alle piante che dipingeva, le arricchiva di mille particolari e sfumature, tanto che sembravano vere.
Questo dipinto venne commissionato a Rousseau dalla madre del giovane pittore Robert Delaunay, che fu affascinato dallo stile di Henri e lo prese inizialmente come modello.
La signora Delaunay era appena tornata da un viaggio nelle Indie e questa cosa potrebbe spiegare la scelta del tema esotico di questo dipinto.
Molte opere di questo genere di Rousseau fanno venire in mente il giardino dell’Eden, il Paradiso terrestre: qui infatti il serpente che si avvolge intorno all’albero ricorda in particolare le scene della tentazione di Adamo ed Eva.
La differenza, qui, però, sta nel fatto che Eva ammansisce o lusinga il serpente e non viceversa.
Rousseau fece poi un quadro molto simile a questo, Il sogno, dove il musicista è descritto come un “mago buono” che incanta i serpenti con gli “allegri motivi” del suo strumento”.
Sul piano pratico, questo era un tema caro a Rousseau perché gli permetteva di ritrarre le creature della giungla come esseri docili e non aggressivi, piuttosto che in momenti di selvaggia crudeltà.
Anche in quest’opera è presente l’immagine di una giungla tropicale, dove le più svariate quantità di fiori e foglie ricoprono l’intera superficie del dipinto, quasi che fossero vere.
Uccelli e serpenti si intravedono nel fogliame fitto: gli uccellini sull’albero, che guardano verso l’osservatore, compaiono in molte scene di giungla di Rousseau; mentre quella specie di struzzo rosa in basso a sinistra è un uccello copiato da un libro illustrato per bambini, che aggiunge stranezza al dipinto, perché è fuori dal suo contesto naturale.
Si aggiunge al clima fiabesco dell’opera anche l’ombra scura dell’Incantatrice: risaltano solo i suoi occhi luminosi, quasi inquietanti, ma si coglie anche la sua forza positiva osservando il serpente ammansito alla sua sinistra.
Tante idee per giocare: la storia dell'Incantatrice
Raccontiamo la storia dell’Incantatrice di serpenti!
Materiali
* Per la giungla: foglie verdi di tutti i tipi e dimensioni, foglio per acquerelli o cartoncino bianco, pennelli, ciotola con dell’acqua, colore ad acquerello verde, blu ed ocra (o tempera molto diluita), una spugna, colla vinilica.
* Per l’uccello: foglio di carta, pastelli a cera, una matita, pennello, tempera rosa, una ciotola con poca acqua, forbici.
* Per Incantatrice e serpente: pennello dalle setole morbide e appuntite, china nera.
Facciamo lo sfondo della nostra opera: prendiamo un foglio da acquerello e bagniamolo con una spugna pulita imbevuta d’acqua, con il pennello cominciamo a colorare dalla parte superiore del foglio con il colore blu fino a circa la metà, aggiungiamo delle chiazze di colore ocra con la punta del pennello qua e là nel cielo.
Sulla parte inferiore del foglio applichiamo diverse tonalità di verde, capovolgiamo il foglio e con un pennello asciutto sfumiamo i colori nei punti di giunzione sulla carta.
Lasciamo asciugare.
Sul foglio asciutto incolliamo con della colla vinilica tutti i tipi di foglie trovate.
Tra le foglie troviamo uno spazio per disegnare con un pennello e della china nera un’ombra di donna e da un’altra foglia facciamo scendere un serpente utilizzando sempre la china e la punta del pennello.
Per l’uccello Cresta Rosa: su un foglio disegniamo a matita, in modo molto lieve, la sagoma di un grande uccello. Con un pastello a cera rosso scuro ripassiamo il contorno del disegno, su testa corpo e coda disegniamo le piume con un pastello rosa scuro.
Mescoliamo della tempera rosa in una ciotola con poca acqua e coloriamo il disegno, le linee disegnate dai pastelli risulteranno in risalto.
Ritagliamo l’uccello e collochiamolo nella nostra giungla a parlare con l’ombra nera dell’Incantatrice… e che la storia abbia inizio!!!
Ai bambini si chiede di...
* Osservare l’Incantatrice nella giungla: che tipo di donna è? Cosa sta facendo? Quanti e quali animali fanno parte di questo dipinto? Che tipo di giungla è rappresentata? E tu cosa ci avresti aggiunto?
* Stupirsi dell’immagine rappresentata: quando si svolge la scena dipinta? Di giorno o di notte? Perché l’incantatrice è così scura? Fa paura? Che nome daresti all’uccello con la cresta rosa? Perché si trova lì, secondo te? Perché i serpenti si dirigono verso l’Incantatrice?
* Leggere l’opera e riconoscere gli elementi: quanti tipi di piante riconosci in quest’opera? Con quanti tipi di verde sono state disegnate? Quali sono i colori predominanti della scena? Con quanti tipi di pennelli Rousseau, secondo te, ha tratteggiato le linee delle piante rappresentate? Perché l’incantatrice è scura e Cresta Rosa è rappresentato con i colori chiari? Cosa c’è, secondo te, di là dal fiume? E in mezzo alla giungla?
* Utilizzare materiali e tecniche: giardini incantati, le giungle di Rousseau si possono ottenere realizzando dei collage con i materiali più diversi: foglie, fiori, bacche raccolti nei giardini e sovrapposti per dare l’idea dell’intrico di un bosco fitto; stoffe, lane e fili per “ricamare” su un foglio (o su un cuscino!) una foresta incantata; carta di tutti i tipi, di diversa consistenza, magari monocromatica (di colore verde), ritagliata nelle forme più diverse per creare piante fantastiche, fiabesche; plastilina per sovrapporre forme personaggi che creano giungle selvagge….
* Interessarsi al mondo naturale: Rousseau era un amante della natura e del mondo naturale: osservava le piante, gli animali e li disegnava, facendo attenzione a riprodurli il più fedelmente possibile. Sfoglia anche tu dei libri di animali e di paesaggi naturalistici, oppure vai a visitare con i tuoi genitori il giardino botanico della tua città o soffermati al parco per osservare tutti i tipi di piante e insetti che trovi (puoi anche fotografarli, con l’aiuto dei tuoi genitori!) e poi prova a riprodurre ciò che vedi. A volte la natura sorprende: un coloratissimo tramonto, un insetto dalla proboscide inaspettata, una pianta che sembra uscita da un libro di fiabe… tutto questo lo puoi osservare (e conservare) solo se hai occhi attenti come il Doganiere. Forza, allora!.
* Provare curiosità per animali e contesti e riconoscere il valore informativo di riviste e libri: che animali vivono in una giungla o in una foresta tropicale? Che tipi di piante si trovano nel deserto? Che pesci vivono nei fiumi? Molte informazioni di questo tipo possono essere lette o trovate nei libri o nelle riviste che trattano di questi argomenti. Visita la biblioteca del tuo quartiere, fai un giro al museo di Scienze naturali più vicino a casa tua, sfoglia qualche rivista specializzata insieme i tuoi genitori: è un modo per saperne di più sul mondo naturale e per ricevere informazioni precise da veri esperti. Solo così potrai disegnare gli animali e le piante più giusti per ogni tipo di ambiente!

Henri Rousseau
(1844-1911)
La vita di Henri Rousseau fu in apparenza normalissima.
Nacque nel 1944 in un paesino della Francia del nord, a Laval. Suo padre aveva un negozio di ferramenta e la sua famiglia non era ricca.
Henri non si interessava dei lavori manuali, verso i quali lo spingeva il padre, ma era appassionato solo di poesia e di musica, anche se non riuscì a finire gli studi perché troppo svogliato.
Fece i più diversi mestieri: da musicista nell’esercito a ufficiale giudiziario e funzionario della dogana a Parigi, lavoro che gli fece prendere il soprannome Doganiere.
Qui il lavoro era noioso e sempre uguale a se stesso, perciò, durante lo svolgimento dei suoi compiti, sognava terre lontane, esotiche, dove c’erano zingari, vagabondi, incantatori di serpenti e bestie feroci.
Imparò da solo a dipingere: non ebbe alcun maestro e all’inizio dipingeva come passatempo. Non era andato a scuola di pittura, così si faceva dare più consigli che poteva dalle opere dei numerosi artisti che studiava. Infatti frequentava spesso il museo del Louvre, dove copiava i dipinti dei grandi maestri; il giardino zoologico e l’orto botanico, dove copiava piante e animali.
Dopo aver abbandonato il lavoro prima dei limiti d’età, ebbe modo di tradurre quelle immagini di mondi lontani presenti nella sua mente in tanti quadri bellissimi che, se non lo aiutarono a fuggire dalla povertà che caratterizzò tutta la sua vita, lo fecero grande agli occhi degli altri artisti.
Nel 1910 Rousseau si ferì per caso una gamba, ma non si preoccupò, finché la ferita non si infettò. Portato all’ospedale molto ammalato, morì il 4 settembre e, a causa della sua povertà, venne sepolto in una fossa comune.
Nel 1911 i suoi amici fecero una raccolta di denaro per costruirgli una tomba e così le sue spoglie vennero poi trasferite nel cimitero del suo paese, Laval.
Henri Rousseau - Vergine Annunziata, 1475 Alcune opere significative dell'artista:
* Io, ritratto-paesaggio, 1890.
* Sorpresa! (Tigre nella giungla in tempesta), 1891.
* La guerra, 1894.
* Il leone affamato, 1905.
* Il barroccino di Papà Junior, 1908.
* Giungla con negro assalito da un giaguaro, 1910.
