ARCIMBOLDO

Hai mai pensato di comporre ritratti utilizzando frutta e verdura? Che idea bizzarra...

Vuoi conoscere l'artista e scoprire tutti i segreti di quest'opera? Vuoi giocare con la sua arte?

 

 

Analisi dell'opera: Estate

Estate

1573
Olio su tela (76 x 63,5 cm) Musée du Louvre, Parigi


L'arte di Arcimboldo
L’estate fa parte di un gruppo di otto tavole allegoriche. Raffigurano le stagioni e i quattro elementi del cosmo (Aria, Fuoco, Terra, Acqua). Nell’opera Estate, composizione antropomorfa (che, cioè, tende a rappresentare una figura umana), si riconoscono gli elementi tipici delle produzione agricola estiva: zucchine, melanzane, pomodori, prugne, carciofi, aglio, cipolla, a indicare la ricchezza di varietà, forme e colori che questo periodo dell’anno offre.

L’opera di Arcimboldo ricorda un po’ le deformazioni della figura umana operate da Leonardo. Gioca alla ricerca del significato nascosto delle cose, mescola la parte e il tutto, scopre le corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo, oppure il senso enigmatico e nascosto delle cose (come nelle sue celebri “nature morte”).

Ma il senso ludico della sua ricerca, forse anche “magico”, si trasforma, almeno allo sguardo dell’uomo d’oggi, in profonda inquietudine. Possiamo essere d’accordo con il critico Roland Barthes, secondo cui oggi le tavole di Arcimboldo suscitano repulsione:

Le teste di Arcimboldo sono mostruose perché rimandano tutte, quale che sia la grazia del soggetto allegorico, [...] ad un malessere sostanziale: il brulichio. La mischia delle cose viventi [...] disposte in un disordine stipato (prima di giungere alla intellegibilità della figura finale) evoca una vita tutta larvale, un pullulìo di esseri vegetativi, vermi, feti, visceri al limite della vita, non ancora nati eppure già putrescenti”.
 

Giochiamo con l'arte di ARCIMBOLDO

Tante idee per giocare: il collage e il cibo

Frutta, verdura.... cibo a volontà!
Facciamo assieme una scorpacciata artistica!

Proponiamo ai bambini questo ritratto e facciamo loro delle domande utili a capire l’opera, ad esempio:
• che cosa rappresenta?
• cosa usa l’artista per comporre il volto?
• quali cibi o vegetali riesci ad individuare?
Dopo di ciò usiamo alcune tecniche per riprodurre l’opera alla maniera di Arcimboldo.

Il collage
Servono dei fogli di carta, colla vinilica, forbici, riviste o depliant pubblicitari dei supermercati. Proponiamo ai bambini di riprodurre sul foglio, con la tecnica del collage, il dipinto. Facciamoli ritagliare dai giornali o dai volantini dei supermercati immagini di frutta, verdura, cibi in genere, fiori foglie... tutto ciò che può servire loro per riprodurre un volto. Per i bambini più piccoli forniamo già, disegnata sul foglio, la sagoma di un volto da riempire poi con le immagini ritagliate.

Giochiamo con il cibo
Servono piatti, vassoi, fette d’uovo sodo, insalata riccia, pomodori a fette o pomodorini, fusilli, polpettine, pere tagliate a metà, punte di banane, spicchi di arancia.... e tutti i cibi che la nostra fantasia ci suggerisce.
A pranzo disponiamo i cibi da noi preparati su un grande vassoio o su dei piatti. Diamo ad ogni bambino un piatto liscio e invitiamolo a costruire una faccia con tutti i suoi particolari: naso, occhi, bocca, capelli, orecchie. Alla fine dell’opera.... buon appetito!

Vita dell'artista: ARCIMBOLDO

Giuseppe Arcimboldo
(1527-1593)

Giuseppe Arcimboldo (o Arcimboldi) nacque a Milano nel 1527, figlio di Biagio, un famoso pittore impegnato nella “Veneranda Fabbrica del Duomo” e discendente da un ramo cadetto di una aristocratica famiglia milanese.
Giuseppe iniziò la sua attività artistica verso il 1549 proprio nella bottega del padre; cominciò disegnando cartoni che poi servivano ad altri per la realizzazione di opere d’arte magnifiche.
Disegnò i cartoni per la costruzione delle vetrate del Duomo. Fu lui a stendere anche i cartoni preparatori delle vetrate della storie di Santa Caterina di Alessandria (1556). Giuseppe diventò un esperto di cartoni; ne preparò uno, nel 1558, per un arazzo del Duomo di Como. Quando Giuseppe visse a Milano dunque imparò importanti tecniche, e di certo non si dedicò solo alla pittura. Si interessò a cose bizzarre; c’è da scommettere che tra queste abbiano avuto un posto di rilievo le caricature fisioniomiche di Leonardo da Vinci.

Poi nella vita di Giuseppe avvenne un fatto decisivo: partì, nel 1562, per Vienna, invitato dal principe (e futuro imperatore) Massimiliano II d’Asburgo a corte. Fu accolto con affetto, apprezzato per la sua arte e anche ben pagato!
Arcimboldo non fu solo “pittore di corte”: l’imperatore si rivolgeva a lui per le mascherate, i giochi ed i cortei fantastici che rallegravano la vita di corte. Addirittura organizzò con fantasia le nozze dell’Arciduca Carlo di Stiria con Maria di Baviera. Insomma Giuseppe fu anche una specie di coreografo. Inventò costumi fantastici per le dame ed i cavalieri, slitte con cigni o con sirene le sfilate in corteo, bizzarre acconciature femminili ed altro ancora. Ci sono dei disegni incredibili che testimoniano la sua creatività!

Quando l’imperatore Massimiliano morì, Arcimboldo passò al servizio del suo successore Rodolfo II. Conquistò anche lui con tutte le sue meraviglie. Poi, quando Rodolfo stabilì la capitale del suo impero a Praga, Giuseppe si trasferì laggiù. Tornò a Milano nel 1587, dopo aver promesso a Rodolfo di rimanere per sempre al suo servizio.
Qui a Milano Giuseppe ebbe molti successi; dipinse tantissimo. Nel 1593 Giuseppe Arcimboldo morì, a Milano.
Molti pittori tentarono di imitare le sue invenzioni fantastiche creando non pochi problemi nella esatta identificazione delle sue opere.
 

Alcune opere significative dell'artista:
 Il bibliotecario, 1566.
 Autunno, 1573.
 Inverno, 1573.
 Primavera, 1573.
 Vertunno, 1591.