I graffiti

Un graffito è un disegno fatto tantissimi anni fa dagli uomini primitivi con una pietra appuntita sulle pareti di una grotta.

 

Vuoi conoscere l'artista e scoprire tutti i segreti di quest'opera? Vuoi giocare con la sua arte?

Analisi dell'opera: I graffiti

I graffiti


Pittori primitivi
Gli uomini primitivi erano degli straordinari pittori e incisori.
Grazie a molte testimonianze, siamo in grado di immaginarli al lavoro. Usavano quattro colori fondamentali: nero, rosso, giallo, bianco (ottenuti sbriciolando “terre” naturali e mescolandole con acqua o urina) e li spandevano sul disegno con pennelli di pelo naturale, con le mani o con delle cannucce vegetali.

Altre volte si limitavano a disegnare graffiti con una pietra sottile e appuntita (chiamata selce).
Per arrivare a riempire le parti più alte delle pareti, lavoravano su impalcature di legno. Giorno e notte erano costretti ad usare lucerne, ricavate da una pietra concava riempita di grasso animale e di ramoscelli di ginepro, che danno una luce simile a quella delle nostre candele.
Non erano semplici “decoratori”, ma svolgevano un lavoro della massima utilità: la loro pittura, infatti, era magia.

Graffiti magici
Inizialmente, graffiti e pitture rupestri rappresentavano animali e scene di caccia. Il pittore era una specie di stregone che disegnava per far avere ai suoi compagni una buona caccia. Gli uomini primitivi erano convinti che gli elementi naturali avessero una “forza” invisibile superiore alla loro e così pensavano che riproducendo gli oggetti delle loro paure (gli animali, soprattutto), la forza di questi oggetti potesse passare a loro, dando il potere di controllare tutto il mondo circostante.
La prova che la pittura era magia sta anche nel fatto che le pareti affrescate si trovino nelle parti più profonde delle caverne, dove si arrivava dopo un lungo cammino e solo per compiere cerimonie solenni.

Le prime forme d’arte
La pittura conservò per molto tempo la sua funzione magica, ma a poco a poco acquisì anche altro valore. Disegnando, gli uomini raccontavano qualcosa della propria vita, comunicavano pensieri e sentimenti: potevano per esempio mostrare un viaggio, per ricordarlo, oppure ritrarre il proprio gruppo familiare riunito, per esprimere il senso di appartenenza ad esso.

Nel disegnare un animale, cercavano di farlo non tanto somigliante alla realtà, ma anche bello.
Questi nuovi aspetti non rispondevano a un bisogno pratico, come procurarsi il cibo, ma a bisogni che potremmo definire “spirituali”, come esprimere emozioni e sentimenti, creare e guardare qualcosa di bello.
Nacquero così le prime forme d’arte.

Giochiamo con l'arte dei graffiti

Tante idee per giocare


Graffiare una superficie per lasciare un segno…

Materiale occorrente: cartoncino, pennelli, tempera nera, colori a cera, oggetto appuntito ( penna senza punta o che non scrive, chiodo, bastoncino…)

Diamo ai bambini un cartoncino bianco di piccole o medie dimensioni e facciamolo dipingere con la tempera nera in maniera uniforme, con più mani di colore.
Lasciamo asciugare il cartoncino e successivamente facciamolo graffiare con qualcosa di appuntito; invitiamo poi i bambini ad eseguire un disegno libero o delle linee molto vicine tra loro.

Il risultato sarà un graffito bianco su sfondo nero… ma se volessimo fare dei graffiti colorati?

Diamo ai bambini un altro cartoncino e facciamolo dipingere con i colori a cera in maniera uniforme e ben marcata.
Ricopriamo successivamente il cartoncino così colorato con la tempera nera come abbiamo fatto per il precedente graffito; quando sarà tutto nero, per farlo colorare, facciamo incidere all’interno dei contorni tante piccole linee una vicina all’altra, così facendo compariranno le tinte sottostanti rendendo colorato il nostro graffito.

Passeggiando in giardino a raccogliere pietre per graffiare…
In giardino invitiamo i bambini a raccogliere dei sassi che colorano (pezzi di coccio, piccole braci…); dopo aver raccolto i nostri sassi”magici” individuiamo una superficie da graffiare, muri, pavimenti di cemento… lasciamo un segno!

Vita dell'artista: I graffiti

I Graffiti (chiamati anche incisioni rupestri) sono segni scavati nella roccia con strumenti appuntiti di vario genere, come una punta di roccia più dura a forma di scalpello e risalgono, per la maggior parte, al periodo della Preistoria, alla fine del Paleolitico, nel periodo che gli studiosi chiamano Paleolitico Superiore.

Venivano realizzati utilizzando una tecnica di picchiettatura con una punta, o usando una tecnica di raschiatura. Le figure formate da una fitta concentrazione di buchi, potevano essere ricoperte di sostanze coloranti.

Si trovano incisioni rupestri da quando è comparso l’uomo preistorico, l’Homo sapiens.
Di solito si trovano in tutto il mondo, nelle montagne, vicino a fonti e a laghi.

 

Le incisioni rupestri rappresentano sia realtà della vita quotidiana dei pastori e dei contadini, che figure simboliche fantastiche. Molti autori ne danno un’interpretazione magica e simbolica, rituale e religiosa.
I soggetti più comuni nelle pitture rupestri sono i grandi animali selvaggi, come il bisonte, il cavallo, il cervo e l’orso, ma sono spesso presenti anche impronte umane.

I più conosciuti reperti si trovano nelle località di:

- Lascaux in Francia,
- La Marche, nell'area di Lussac-les-Chateaux, (Francia),
- Grotta Chauvet, presso Pont d'Arc (Francia),
- Altamira in Spagna,
- Ukhahlamba-Drakensberg, Sudafrica,
- Val Camonica in Italia.