La capretta capricciosa

Elio Giacone racconta della capretta Bice, salita in cima al tetto nonostante i divieti della nonna. Qui i disegni da colorare

Le caprette si stavano divertendo moltissimo. Correvano, giravano su se stesse, si arrampicavano sulle rocce e saltavano nella soffice erba del prato…

La mattinata era stata splendida. Per finirla in bellezza ci voleva qualcosa di speciale.
− Possiamo giocare a Mordi−la−coda.
− Ci abbiamo già giocato ieri.
− Possiamo giocare a Capra−che−abbaia.
− Ci abbiamo già giocato due giorni fa.
− Possiamo salire sul tetto della stalla.
Le parole della capretta Bice avevano fatto sgranare gli occhi a tutte le sue piccole amiche.
− Non possiamo salire sul tetto della stalla.
− Nonna Capra ha detto che siamo troppo piccole per farlo.
− Ha detto che potremo salire quando saremo più grandi.
− L’ha detto cinque giorni fa… adesso SIAMO più grandi!
Detto questo Bice era salita in quattro salti sul tetto della stalla.
− Che bello! Da qui si vede tutto il mondo.
Una dopo l’altra tutte le caprette la avevano raggiunta.
− È vero, da qui si vede tutto il mondo.
− Io vedo il campanile della chiesa.
− Io vedo… Nonna Capra!
Eh sì, Nonna Capra era lì, davanti alla stalla, con uno sguardo molto severo.
− Vi ho detto di non salire sul tetto finché non siete più grandi. Scendete subito da lì!
Senza farselo dire due volte le caprette erano scese. Solo Bice era rimasta sul tetto e guardava in giù con aria di sfida.
− Guardami, nonna, io sono già grande!
Per sembrare più alta si era sollevata sulla punta delle zampe.
− Potresti anche essere alta come una giraffa, ma diventare grandi significa sapersi comportare da grandi e tu ti stai comportando da piccolina. Scendi da lì!
− No, no e no. Io voglio star qui e qui ci sto!
− Guarda guarda, una capretta capricciosa.
− Non sono capricciosa, sono bravissima a stare sul tetto!
Poco più in là il coniglietto Tippi saltellava di qua e di là con gli occhi chiusi.
− Apri gli occhi, Tippi, se no ti succederà qualcosa di brutto! – gli aveva gridato Mamma Coniglio.
− No, no e no. Voglio tenerli chiusi e chiusi li terrò!
− Guarda guarda, un coniglietto capriccioso.
− Non sono capriccioso, sono bravissimo a saltellare con gli occhi chiusi.
Dicendo questo aveva fatto un salto più lungo degli altri e... splash, era finito in una grossa pozzanghera, coprendosi di fango fino alla punta delle orecchie. Gli altri coniglietti erano scoppiati a ridere.
− Guarda Tippi, è diventato un Mostro−di−fango!
Mamma Coniglio lo aveva guardato sorridendo: − Chi non obbedisce, nei guai finisce!
Bice aveva sorriso alla nonna: − Io non cadrò mai dal tetto, sono troppo brava. Guarda qua!
La capretta aveva incominciato a girare velocemente su se stessa e così facendo era finita al bordo del tetto. Bice aveva sbarrato gli occhi spaventata: la testa le girava e non riusciva più a fermarsi. Sarebbe caduta dal tetto e sotto di lei c’era... un enorme mucchio di letame che i contadini avevano tolto dalla stalla, pulendola.
− Oh no, le altre caprette rideranno di me per tutta la vita!
Proprio mentre stava per cadere, Bice si era sentita afferrare per la coda e tirare indietro: era salva! Nonna Capra era salita sul tetto per aiutarla. Insieme erano scese a terra e Bice aveva strofinato il suo muso contro quello della vecchia capra: − Grazie, nonna. Ti prometto che non farò più i capricci. È proprio vero: chi non obbedisce, nei guai finisce!
 

Disegni da colorare: 
La capretta capricciosa
La capretta capricciosa
La capretta capricciosa
La capretta capricciosa