Le ansie del passaggio alla scuola elementare

Gentile Maria Antonietta, l
a Scuola dell'Infanzia è finalmente finita!
 

Dico finalmente finita con un grande sospiro perché per me e per il mio bambino è stata una sofferenza infinita. Il mio piccolo non ha mai voluto andare a scuola, piangeva, si disperava, prometteva di stare bravo ma puntualmente ogni mattina la stessa tragedia. Si è ammalato in continuazione (…). Ha avuto anche gravi problemi renali. Già dai primi giorni le maestre mi hanno detto che il bambino non si inseriva, che io ero troppo legata a lui. Durante il primo colloquio ci hanno consigliato di andare dallo psicologo. Le cose non sono cambiate; io sono una madre eccessiva e lui è un figlio che non vuole crescere. Sapendo mio figlio a scuola disperato io non riuscivo più neanche a lavorare, pensando al suo dolore e alla mia impotenza.

Probabilmente è vero che io non riesco a far crescere, come gli altri, il mio bambino. Cerco di vedere le cose con un po’ di distacco e mi sembra comunque che la scuola materna abbia regole molto rigide che un bimbo piccolo non sempre è pronto ad accettare. Adesso vivo con molte aspettative l’inserimento nella scuola elementare, sperando che mio figlio possa riscattarsi (…). È giusto, che cosa mi consiglia?

 

(lettera firmata)

 

 

Carissima, ci scusiamo di aver riassunto la tua lunga lettera, in cui – curioso – non compare mai il nome del bambino. La situazione che tu descrivi non è il diffuso “mal di scuola” che le statistiche indicano frequentemente e su cui dovremmo comunque tutti, scuola e famiglie, riflettere. Descrivi una situazione in cui il malessere del bambino supera la soglia del mal di pancia e può avere serie ripercussioni sulla sua salute futura. Le tue ansie, comprensibili, invadono ormai tutti gli aspetti esistenziali e la scuola non è stata capace di creare una buona alleanza. Da quel che riferisci lo psicologo non ti ha aiutato. Prova a guardare al contesto da un altro punto di vista: gli occhi del bambino. Che cosa vede il tuo bambino? Una scuola non accogliente, adulti non capaci di comprendere la sua sensibilità, magari impegnati più a dare soluzioni che ad ascoltare, e occupati a seguire obiettivi che non coincidono con un progetto educativo organico. Che cosa si aspetta il bambino? Ascolto e comprensione. I segnali di disagio, soprattutto così eclatanti, non vanno sottovalutati. Avete bisogno di un aiuto serio e competente. In questi casi è necessaria una vera alleanza fra scuola e famiglia per costruire insieme benessere. È essenziale un supporto per i genitori, ma anche per gli operatori della scuola, affinché diventi un luogo accogliente per tutti i bambini. Un esperto potrebbe lavorare su più piani , famiglia e scuola, contemporaneamente. Nel frattempo consiglio di non castigare il bambino, di curare molto la comunicazione con il piccolo − anche attraverso attività e letture − di coinvolgere il papà, organizzare quotidiani momenti di gioco con i coetanei e avere molta pazienza. La fretta in questi casi crea ulteriori difficoltà. La presenza di un piccolo animale domestico potrebbe aiutare tuo figlio ad avere più autostima e a comunicare meglio con i compagni. Mille auguri.

  

M. Antonietta Simeoli
Insegnante di scuola materna e consulente familiare
 
LA LETTERA DEI GENITORI
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