Analisi dell'opera: Figura distesa
Figura distesa (1936)
City Art Gallery and Museum, Wakefield
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Questa scultura sembra opera della natura, più che della mano di un uomo. La forma levigata del legno e della pietra richiamano l’erosione degli elementi e allo stesso tempo le morbide curve di un corpo femminile.
Assomiglia anche a una scultura primitiva, realizzata intagliando direttamente il legno.
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L’ha realizzata Henry Moore, che considera l’arte come una forma naturale. Le sue sculture hanno la bellezza di assomigliare a ciò che la natura crea; hanno la potenza e la grandiosità delle rocce e delle montagne; la loro ambientazione ideale è all’aperto, dove possono confondersi con il paesaggio naturale.
Per l'artista la scultura deve essere considerata come una forma naturale che vive nello spazio in cui è inserita. Le sue sculture hanno la grandiosità di ciò che la natura crea, hanno la potenza e la maestosità delle rocce e delle montagne: la loro ambientazione ideale è all'aperto, dove possono fondersi con lo spazio naturale.
Un altro aspetto della scultura di Moore è l'uso dei vuoti; fori e cavità permettono allo spazio di penetrare all'interno della scultura.
La scultura di Moore si evolve nel corso del Novecento, andando dal figurativo all'astratto e concentrandosi su alcuni temi ricorrenti: la maternità, le figure distese, i gruppi di famiglia. Le sue figure femminili diventano simboli della maternità, intesa come forza generatrice del mondo, pronte ad accogliere la vita nei vuoti che Moore lascia al loro interno.
