Analisi dell'opera: Reichstag impacchettato
Reichstag impacchettato
1971-1995
Berlino, Germania
Vedi?
Il Palazzo del Parlamento è coperto con fogli di plastica e legato con corde. Si vedono i bordi del monumento, ma il contenuto scompare.
Il palazzo che la gente vede tutti i giorni lascia il posto a qualcosa che non si riconosce più e che diventa interessante perché mai visto prima così.
Ti piace questo pacco?
Contiene un monumento di Berlino, il Reichstag.
L’ha creato un artista parigino, Christo, che impacchetta oggetti e monumenti per dare un’idea misteriosa di ciò che sta dentro al pacco, ma anche per renderlo importante, proprio come un dono
Ispirazione
Christo, nelle sue opere prende ispirazione dall'opera L'enigma di Isidore Ducasse (dove una macchina per cucire è avvolta in una coperta con dello spago) di Man Ray. Utilizza l'impacchettamento come maniera per rendere più evidente il mistero che avvolge l'oggetto nella civiltà.
Gli sviluppi del suo lavoro sono nell'arte ambientale, oggi infatti viene considerato uno dei precursori della cosiddetta "land art", cioè arte del territorio. Le vaste realizzazioni nascono per essere temporanee e non modificano durevolmente il paesaggio. L'opera di Christo è un intervento che richiede una grande progettualità e uno studio accurato del territorio, delle scelte artistiche adatte al luogo, ma è un operare che non entra in conflitto con questo, è anzi un'azione che sottolinea e cambia l'ambiente solo per attirare l'attenzione.
Spesso le sue coperture hanno suscitato uno scandalo pubblico, perché sono state vissute come un insulto ai luoghi prescelti anziché, come nelle intenzioni dell'artista, un omaggio.
Christo e Jeanne-Claude sono due artisti unici che, attraverso la loro opera "svelano nascondendo", aprendo l'immaginazione dell'uomo e nascondendo o evidenziando il contenuto originale per un breve periodo di tempo.
Nel periodo di durata del progetto, siti, oggetti ed edifici diventano totalmente altro da sé, assumono l'aspetto della scultura e diventano, anche in caso di manufatti noti o di isolate porzioni di natura, prodotto estetico autonomo, altra cosa rispetto a quello che sta sotto o dietro. Evidenziare nascondendo, proporre una percezione della realtà prima mai avuta, è questa in sintesi la loro arte.
Metodo
Il suo metodo tocca diverse problematiche riguardanti il modo di concepire l'opera d'arte:
1) è difficile dire quale sia l'opera, il risultato finito o tutto il processo di progettazione che lo ha determinato.
2) L'artista costruisce strutture raffinate, ma effimere/temporanee, sfidando quindi il concetto di opera eterna immortale in contrapposizione al "dogma" occidentale sulla perennità dell'arte.
3) La sua opera diventa un evento che coinvolge migliaia di persone. Vanno considerate parte dell'operazione complessiva o no: chi ne è dunque l'autore? L'idea di autore va al singolo o all'intera collettività?
L'arte per la quale si è meritato la celebrità è quella degli "impacchettamenti", che consiste nel "coprire con fogli di plastica e legare con corde oggetti comuni come le sedie, i tavoli, le scatole e altro, oppure grandi monumenti, come palazzi o ponti, oppure intere fette di paesaggi naturali, come valli, colline, scogliere".
Christo e Jeanne Claude amano spesso definirsi nomadi, nomadi dell'arte e nel quadro della storia dell'arte contemporanea sono definiti come artisti "unici".
Per l'imballaggio del Reichstag di Berlino nel 1995, per il quale sono stati impiegati più di 100 mila metri quadrati di tessuto, l'azione creativa dei due artisti diventa un evento generazionale, una vera e propria architettura del sogno.
Tutti i lavori di Christo e J.C. nascono dall'ambiente e lanciano un messaggio di riconciliazione con esso; i materiali impiegati sono tutti scarti dell'industria, riciclati e riciclabili; l'intero progetto è sempre autofinanziato, senza l'aiuto di sponsor privati o istituzionali; le grandi opere vengono allestite grazie ai proventi delle vendite dei disegni preparatori, degli studi ambientali. I due artisti inseriscono nel paesaggio il loro intervento macroscopico, con lo scopo di trasformarlo in qualcosa di inimmaginabile prima e di indimenticabile dopo. La realizzazione dei loro progetti implica la conoscenza della struttura sociale, fisica e biologica del territorio sul quale verrà realizzato il progetto.
Elementi essenziali dei loro lavori sono, sicuramente, la coscienza ambientale e quella ecologica. Christo e Jeanne-Claude intervengono indifferentemente su un territorio, un oggetto, un monumento od un edificio per trasformarlo tenendo sempre conto delle regole compositive date dalla storia dell'arte.
Così facendo, riescono a collocare in una nuova realtà, quella estetica, ed in una diversa dimensione percettiva l'oggetto della loro trasformazione, sia esso una semplice cosa od un complesso territorio. (dal libro Arti visive di Dorfles/Vettese, Ed.Atlas)
