La capanna di tronchi-gambe

Ogni bambino ama nascondersi sotto il tavolo... in realtà va nella sua capanna!!! Leggi questa incantevole storia di Janna Carioli

I grandi a tavola parlano fra di loro. Non si occupano di Eleonora che ha già finito di mangiare. La bimba si infila sotto il tavolo.  Tutte quelle gambe attorno a lei sembrano  tronchi d’albero e la lunga tovaglia la nasconde. Le piace stare in quella capanna segreta. 

Si siede, zitta zitta, in mezzo alle scarpe colorate. Quelle con i lacci bianchi sono di papà Mauro. Eleonora tira piano una delle codine e il nodo si scioglie.  Vicino ci sono le scarpe rosse e allegre di mamma Gabriella che sembrano barchette. Non stanno mai ferme! Battono il pavimento come seguendo la musica.  Quelle grosse e nere, invece, sono del nonno. Stanno accucciate come due cagnolini.

« Bau!»,  sussurra piano.  Ma i cagnolini stanno immobili come se fossero addormentati.

Da sotto la tovaglia spunta il muso del micio. Con i suoi occhi gialli guarda stupito la bambina. Che ci fa lì sotto? Quello è il posto dei gatti, non delle bimbe.

Eleonora gli allunga il suo biscotto molliccio.

« Pappa!», suggerisce invitante.

Il gatto si avvicina, annusa diffidente, poi alza la coda ed esce dalla capanna, indignato.  

«Dov’è finita Eleonora?». La voce della mamma si alza sulle altre.

La bambina non risponde. Anzi, chiude gli occhi, così la mamma non la può vedere.

«Eleonora, dove sei?». Ora è babbo Mauro che la chiama.

La bimba ride piano. Non la troveranno mai nella sua capanna di tronchi-gambe!

«Era qui un minuto fa!», si preoccupa la nonna. «Con quella bambina ci vorrebbero cento occhi!»

Cento occhi… Non ci stanno mica  tanti occhi nella faccia della nonna!

«Scommetti che è andata in bagno a giocare con l’acqua? Quella doveva nascere un pesce, non una bambina!».   

Eleonora fa una linguaccia.  

I piedi di mamma Gabriella si allontanano verso il bagno. Un attimo dopo sono di ritorno.

«In bagno non c’è! La porta di casa è chiusa?».  Ora la voce è allarmata.

Eleonora è tentata di uscire. Non le piace quando la mamma diventa seria.  

Adesso i piedi di tutti si muovono e girano per casa chiamando il suo nome.

«Eleonoraaaa!»

Lei sbircia da sotto la tovaglia, senza muoversi. Sente il cuore che le batte forte. Le piace quando la cercano.

«Vedrai che adesso la troviamo!», dice papà Mauro.   

I piedi del babbo ora sono vicini e lei tira  anche l’altro laccio bianco della scarpa.  

Ma questa volta  ha tirato troppo forte, perché la faccia del papà sbuca da sotto la tovaglia.

«Eccola, è qui sotto. Si era nascosta, la malandrina!».

Nascosta? Lei non era nascosta. Era solo andata nella capanna di tronchi-gambe!

Papà Mauro si mette un dito davanti alle labbra e s’infila a sua volta  sotto il tavolo.

Ora dalla tovaglia sbuca la faccia della mamma.

«Ma che ci fate qui sotto, voi due?».

«Siamo nella capanna!»  grida Eleonora.

Mamma Gabriella sorride.

« E c’è posto anche per me nella vostra capanna?»

La bimba batte le mani. Altrochè!

La mamma si mette a gattoni e li raggiunge sotto la tavola.

Papà Mauro e mamma Gabriella ridono, con la loro bimba in mezzo. E chi si muove più di lì! Si sta troppo bene!