L'albero dalle mele d'oro
L'albero dalle mele d'oro - di Luigi Dal Cin
Un re, una notte, sognò che nel suo giardino era spuntata una pianta con le foglie tutte d’oro. Nel sogno arrivò poi un uccello, con le piume anch’esse d’oro, che si rivolse al re: – Questa pianta diventerà una meraviglia, ma bisognerà difenderla da chi la vorrà solo per sé.
Il giorno dopo il re trovò quella pianta nel giardino e se ne prese cura finché, crescendo, diventò un albero dalle mele d’oro. Cominciarono allora ad arrivare molti visitatori, e ciascuno provava una felicità immensa nell’ammirare quella bellezza.
Un mattino, però, il re si accorse che tutta la gente raccolta attorno all’albero stava applaudendo ad un bambino: sulle spalle di suo padre, stava allungando la mano verso una mela d’oro.
− Giù le mani! Non toccate quella mela! − gridò il re.
E ordinò di costruire un muro attorno all’albero, e sbarrò il cancello d’ingresso.
Ma mentre il re osservava orgoglioso l’alto muro che ora difendeva l’albero, vide atterrare un uccello dalle piume d’oro al di là del muro, per poi alzarsi in volo con una mela d’oro nel becco.
Il re furibondo ordinò di costruire un tetto al di sopra del muro, in modo che l’albero non potesse essere raggiunto nemmeno dall’alto. L’unica apertura possibile era una porticina di cui solo il re aveva le chiavi.
Il re ora era soddisfatto: − Ho difeso l’albero − diceva.
Ma dopo qualche giorno, aperta la porticina, gli si presentò uno spettacolo incredibile.
L’albero, rinchiuso là dentro senza la luce del sole, era morto: le foglie si sbriciolavano, le mele erano tutte grigie rinsecchite.
Il re afferrò subito una mela tutta secca e la aprì velocemente per controllare se almeno i semi fossero ancora vivi.
− Forse potrò ripiantare l’albero! − pensava.
Ma anche i semi erano secchi e grigi.
Il re cominciò a piangere disperato: − Pensavo di difenderlo, ma alla fine l’ho tenuto solo per me; ho allontanato perfino i raggi del sole!
Poi però vide arrivare una bambina: − Mi chiamo Elisa – gli disse – devo raccontarti cosa mi è successo. Qualche notte fa ero affacciata alla finestra di casa mia quando vidi arrivare un uccello dalle piume d’oro che si posò sul davanzale e lasciò cadere dal becco una mela d’oro. Cadendo, la mela si aprì, e vidi che dentro c’era un piccolo seme d’oro. L’uccello mi guardò negli occhi, poi mosse le sue immense ali e scomparve. «Con questo seme d’oro potrò comprarmi tante cose», mi dissi. Poi però pensai che quello era un seme, e che avrebbe sofferto se non l’avessi piantato. Ho saputo che l’albero dalle mele d’oro è morto: se vuoi questo seme è tuo.
Il re non stava in sé dalla gioia, abbracciò Elisa, e piantò quel seme che con il tempo diventò un nuovo albero dalle mele d’oro: − Questo albero è nato dal cuore di Elisa, e sarà per la felicità di tutti: aprite i cancelli del giardino! − ordinò.
E poiché non aveva figli, il re nominò Elisa erede di tutto il suo regno.
