C'è posto per tutti
C’È POSTO PER TUTTI - di Elio Giacone
I rami degli alberi di Bosco Grande stanno tremando. Non è il vento a scuotere le loro foglie. Non è il freddo a farli tremare. Stanno tremando di paura. Un fumo grigio arrivato da lontano si è infilato tra le piante. Dove c’è fumo c’è fuoco e il fuoco fa paura agli alberi come il buio fa paura ai bambini.
Un picchio raggiunge la quercia che sta di guardia ai bordi del bosco e si ferma, stanchissimo, sul più grosso dei rami. Ha le ali grigie di cenere e gli occhi tristi.
− Cos’è successo, signor Picchio? – chiede la pianta.
− Il fuoco... l’incendio... il fumo... siamo scappati via!
− Riposa, signor Picchio. Nel Bosco Grande c’è posto per tutti, anche per te e per i tuoi amici.
Eccoli qua. Arrivano gli amici del signor Picchio: il cardellino Tantetinte (con le sue piume coloratissime), lo scoiattolo Gnamgnam (sempre alla ricerca di qualcosa da mangiare) e il bruco Centoscarpe, che trotterella velocissimo senza mai voltarsi indietro.
Lo scoiattolo va dritto verso una pianta di nocciole.
− Finalmente qualcosa da mangiare! – a Gnamgnam viene l’acquolina in bocca.
Le nuvole coprono il sole. La pioggia è in arrivo.
− Ehi, bruco, vai di là: troverai delle grosse foglie sotto cui ripararti − il consiglio arriva dal ghiro Ninnananna (un ghiro dormiglione che si è appena svegliato per vedere cosa sta succedendo).
− Non può sentirti, non ha le orecchie!− il coniglietto Nasolungo salta fuori da un cespuglio – Una volta i bruchi avevano delle orecchie gigantesche. Poi si sono stufati di sentire tutti i rumori del mondo e allora hanno regalato le loro orecchie a noi conigli.
− Forse si sono stufati di sentire le sciocchezze che dici, caro Nasolungo!” – la tartaruga Vadopian scuote la testa sconsolata. È stata lei a chiamare Nasolungo il coniglietto, dopo avergli sentito dire che anche i sassi del fiume sono capaci di tirare fuori la testa, le zampe e la coda e di andare di qua e di là come fanno le tartarughe.
− Ci penso io a fargli capire dove deve andare – la quercia solleva gentilmente una radice per invitare il bruco a seguirla.
La pioggia incomincia a scendere con gocce sempre più grosse. Spegne l’incendio lontano, porta via il fumo grigio, lava le penne del picchio e disseta lo scoiattolo Gnamgnam (dopo aver mangiato dieci nocciole viene sempre sete...).
Quando il sole torna a splendere in cielo, sopra Bosco Grande compare uno splendido arcobaleno. Il cardellino Tantetinte mette in mostra le sue piume: vuole giocare con l’arcobaleno a chi ha più colori. Lo scoiattolo imita con la sua lunga coda la forma del grosso arco, mentre il bruco Centoscarpe balla, seguendo il ritmo che il signor Picchio batte con il becco sul tronco della quercia.
Le piante hanno smesso di tremare e scuotono festosamente i rami, spruzzando di qua e di là l’acqua rimasta sopra le foglie, proprio come fanno i bimbi burloni dopo che si sono lavate le mani.
È proprio vero: la vita è più allegra dove c’è posto per tutti!




