Sarò capace di aiutare il mio bambino a diventare adulto?
Carissimi Amici de La Giostra,
sono la mamma di Guido, un meraviglioso bambino di due anni.
Ho conosciuto la vostra rivista di recente in rete. È bellissima. Il piccolo
Guido la apprezza e la guarda con molta attenzione. La rivista è un
tesoro di cose belle. Vi scrivo perché, da quando è nato il mio bambino,
sono piena di dubbi e perplessità. Mi domando se sarò capace di educarlo
e aiutarlo a diventare un adulto adatto ad affrontare la vita con le
sue difficoltà e dispiaceri, una persona aperta al mondo in grado di
costruire il suo e l’altrui benessere. Mi chiedo se da grande sarà così forte
da riprendersi dopo le fasi negative, i momenti difficili. La mia vita non
è stata facile e solo ora, dopo la nascita del mio bimbo, sento di aver recuperato
la gioia di vivere. La sua nascita è stata come riscoprire la bellezza
dell’esistenza. Sarò troppo apprensiva, ma vorrei offrire a Guido
una base sicura per la vita; è possibile educare alla vita?
Marisa (mail)
Cara Marisa, hai espresso il desiderio e lo scopo ultimo di ogni
genitore. Tutti i papà e le mamme educano i propri figli con la prospettiva
di offrire loro una vita futura felice. Ti domandi se avrà gli
strumenti per affrontare le vicende della vita, adattandosi in modo
creativo e costruttivo ai cambiamenti dell’esistenza e alle tante difficoltà.
Questa capacità di recupero dopo le avversità, utilizzando i problemi
come una risorsa per la propria crescita emotiva e spirituale, si
chiama resilienza.
Esistono fattori che facilitano lo sviluppo delle capacità di resilienza:
caratteristiche della personalità (che possono comunque modificarsi e
svilupparsi), l’ambiente familiare e sociale. Sicuramente alcuni elementi
permettono di attivare le abilità di recupero dopo un evento
negativo, come la presenza di persone disponibili ad ascoltare, la capacità
di accettare aiuto da parte degli altri, la possibilità di confrontare
opinioni e di un reale scambio fra le persone, attivare sogni e attese
accettati dagli altri e poter assumere compiti sociali di responsabilità
e utilità. La capacità di saper trovare il lato umoristico della vita quotidiana
è un’altra risorsa umana. I bambini si preparano alle difficoltà
della vita attraverso un’azione educativa che non elimini i problemi
della crescita, ma sostenga l’aspetto creativo del pensiero, stimoli la
riflessione su se stessi, sviluppi autonomia, autostima e fiducia in sé.
Le fiabe favoriscono la costruzione del “discorso interiore” dando un
significato alle esperienze. Le difficoltà possono, quindi, diventare una
reale possibilità di prendere coscienza delle proprie energie interiori.
Come nella storia de Il Brutto Anatroccolo: superando le sfide del
percorso di crescita, è possibile trasformarsi in un magnifico cigno.
M. Antonietta Simeoli
Insegnante di scuola materna e consulente familiare
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