Analisi dell'opera ritratto di A. Vollard

Ritratto di Ambrosie Vollard, 1910
Olio su tela (81 x 64 cm). Mosca, Museo Puškin.

 

Il cubismo e l’influenza di Cézanne

Il movimento cubista è stato fondato dai pittori Braque e Ricasso ed ha come primo e importante riferimento la solitaria figura di Cézanne, che utilizzava ampie e pastose pennellate di colore per costruire la composizione del quadroe rappresentare gli oggetti.
Nelle opere di Braque e Ricasso si assiste a una geometrizzazione delle forme, che vengono rappresentate in tanti piccoli cubetti di colore uniforme (da cui deriva il nome “cubismo”). Come nei dipinti di Cézanne, l’immagine viene portata in superficie e non acquista profondità nello spazio. Inizialmente essa assume un aspetto in rilievo, dando l’impressione di poter essere toccata, poi viene frantumata in una miriade di sfaccettature, che si integrano perfettamente nell’ambiente circostante.
Questo tipo di dipinti, chiamati “analitici”, sono molto difficili da leggere, visto che il contorno delle figure si confonde con lo sfondo, proprio come accade con il Ritratto di A. Vollard.

Il soggetto
Ambroise Vollard è stato uno dei maggiori galleristi e mercanti d’arte parigini nel periodo tra fine Ottocento e inizi Novecento. La sua attività è stata molto importante per consentire la conoscenza e la diffusione di molti artisti del periodo postimpressionista e delle avanguardie storiche. In contatto quindi con grandi talenti, di lui ci rimangono numerosi ritratti, tra cui uno eseguito da Paul Cezanne. Tuttavia questo di Picasso, se confrontato con le foto di Vollard, appare straordinariamente somigliante, pur con una tecnica realizzativa molto poco ortodossa per un ritratto. Siamo nel periodo del cubismo analitico, e lo stile di Picasso si riconosce soprattutto per queste numerose sfaccettature. I suoi quadri appaiono un po’ come un’immagine riflessa in uno specchio rotto, i cui frammenti riflettono porzioni dell’immagine da diverse angolazioni, ma che riescono a comporsi lo stesso nel nostro occhio per farci capire qual è la cosa riflessa dallo specchio in frantumi.

Le intenzioni di Picasso

In questo ritratto Picasso vuole evidenziare la dimensione concettuale rispetto alla verosimiglianza fotografica. Perciò qui il cubismo si profila come una ricerca, attraverso un espediente grafico (il frazionamento), della Realtà delle cose.