Vuoi saperne di piu' sulla lanterna magica?

La camera oscura (o camera ottica) è un dispositivo ottico la cui invenzione è alla base di tutta la tecnica fotografica. Non a caso gli apparecchi per riprese fotografiche ancora oggi sono chiamati camere: le prime camere oscure erano infatti delle vere stanze abitabili al cui interno i pittori e gli scienziati lavoravano.
Una camera oscura può essere composta da una semplice scatola chiusa con un piccolo foro (stenopeico) su un lato che lasci entrare la luce. Questa luce proietta sul lato opposto all'interno della scatola l'immagine capovolta di quanto si trova avanti al foro. Più il foro è piccolo e più l'immagine risulta nitida e definita. Il pregio maggiore di una camera così semplice è che tutti gli oggetti sono perfettamente a fuoco, a prescindere dalla loro distanza dal foro: in altre parole il foro stenopeico si comporta come un obiettivo che non ha una sua lunghezza focale specifica. L'altro verso della medaglia è che il foro lascia passare pochissima luce, per cui si possono fotografare solo oggetti immobili.
Nelle fotocamere reali, il foro è sostituito da un obiettivo, corredato di dispositivi per il controllo dell'apertura e della messa a fuoco: sul piano su cui si proietta l'immagine è collocata la pellicola fotografica da impressionare o, nel caso di apparecchi digitali, il sensore.

La lanterna magica si basa sul principio della CAMERA OSCURA.

Vedi?
La scatola è completamente chiusa, ha un piccolissimo foro su una delle pareti. Se metti la scatola con il foro rivolto verso un oggetto illuminato sulla superficie interna opposta al foro verrà proiettata l’immagine dell’oggetto stesso, ma molto più piccola e capovolta.

L’inventore fu Athanasius Kircher! Con la sua Lanterna Magica, di cui fornì una precisa descrizione nel volume Ars magna lucis et umbrae (1645) Kircher rovesciò il sistema della camera oscura: in questo caso, immagini su vetro, poste a fuoco da un obiettivo, provvisto di una lente parabolica e illuminato da una lampada ad olio, venivano proiettate su uno schermo. 

Le origini della Lanterna Magica appartengono al periodo Barocco, in cui tutto era stupore e meraviglia. Rispetto all'idea iniziale, con cui immagini dipinte su vetro venivano proiettate ingrandite su un telo bianco, nel Settecento le macchine diventano in grado di produrre effetti ben più sorprendenti. I vetri cominciano ad essere sovrapposti ed animati, compaiono le prime dissolvenze capaci di annullare l'immagine nel bianco o nel nero, per poi farla ricomparire. Gli oggetti esposti in mostra appartengono però quasi tutti al XIX secolo, quando ogni macchina può contare addirittura su tre obiettivi, consentendo, grazie alla proiezione sfalsata o contemporanea, di ampliare i movimenti.