I nostri figli litigano in continuazione, come fare per rendere la vita familiare più tranquilla?
A Maria Antonietta
Sono un papà alle prese con due figli di tre e cinque
anni e in attesa di un terzo figlio. Vi scrivo per avere un consiglio sulla gestio-
ne di un problema che in questo periodo inquieta un po’ me e mia moglie.
Marco e Luca sono sempre in continua lotta fra loro. Litigano, si spingono,
si stuzzicano in continuazione. Sono aggressivi fra loro e dopo è tutto un
lamento di uno o dell’altro. So che fra fratelli è normale litigare e anche pic-
chiarsi, ma mi irrita questo continuo attaccarsi. Mi chiedo che esempio saran-
no per il nuovo nato, se lo inseriranno nei loro litigi o se sarà il loro capro
espiatorio. Non è facile vivere tutti i giorni senza perdere la pazienza, certe
volte volano i castighi, altre volte vorrei fare come i miei genitori che riusci-
vano a stare tranquilli, anche a costo di terrorizzarci con il mostro nero ed
altre minacce. Ci piacerebbe capire perché sono così litigiosi e conflittuali. Che
cosa possiamo fare per rendere la vita familiare un po’ più tranquilla? Grazie
dei consigli.
(mail firmata)
Caro papà, nella vita quotidiana dei bambini i litigi sono molto comuni.
Rappresentano, nell’età dell’infanzia, la caratteristica forse più appariscente
delle modalità relazione fra pari. È vero anche che i comportamenti che
spesso noi adulti interpretiamo come aggressività, sono tentativi mal
riusciti di comunicazione. In generale i bambini litigano per relazionarsi,
misurarsi con se stessi e con gli altri, diventare consapevoli delle proprie
potenzialità e risorse. Di conseguenza dobbiamo accettare la “naturalità”
del litigio e considerare il conflitto come una possibilità di apprendimento.
I motivi per cui i bambini litigano possono essere molti: comunicare, otte-
nere oggetti, dividere l’amore e le attenzioni degli adulti e dei coetanei,
svolgere prima un’attività... Raramente si tratta di vera e propria aggres-
sività. I fratelli, pur soggetti alla gelosia per dividersi l’amore dei genitori,
imparano prima dei figli unici a riconciliarsi con gli altri. Generalmente
non è utile sgridare i bambini, ma è più efficace dare loro tempo per tro-
vare una soluzione, sorvegliando perché nessuno si faccia male. Intervenire
è necessario quando i piccoli non sono in grado di risolvere il conflitto,
aiutandoli a trovare una mediazione o le parole per esprimere le proprie
opinioni. La negoziazione deve salvaguardare il rapporto fra i bambini:
l’adulto si metterà in una posizione equidistante. È bene trovare modalità
e tecniche per mediare (regole condivise) rendendo i bambini consape-
voli dei propri ed altrui sentimenti ed emozioni. Soprattutto va sempre
mandato il messaggio che li amiamo e li accettiamo per ciò che sono.
Sarebbe opportuno definire con loro regole che vanno rispettate sempre;
aiutano immagini o semplici rime che confermino e rafforzino il mes-
saggio da interiorizzare, la suddivisione degli spazi e dei giochi personali.
Se possibile, si dedichi ad ogni figlio un momento specifico della giornata,
si crei un momento rituale per fare un gioco tutti assieme; quando i
bambini sono in grado di collaborare o di giocare senza litigi vanno sempre
gratificati!
M. Antonietta Simeoli
Insegnante di scuola materna e consulente familiare
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