Il nostro bambino, adottato in paese lontano, fa fatica ad accettare alcune regole...
Carissima Maria Antonietta,
il nostro primo bambino è arrivato da noi sei mesi fa, adottato in un paese lontano. Ha un’età dichiarata di sei anni, è piccolo e magrolino ma molto brillante intellettualmente (…).
Dovrebbe andare a scuola a settembre ma abbiamo molti dubbi, perché si sta adattando bene alla vita in famiglia. Fa ancora molta fatica ad accettare le regole, gioca con gli altri bambini, inizia a parlare l’italiano, è irrequieto. Da una parte abbiamo il timore di richiedere da lui un impegno superiore alle sue possibilità, dall’altra parte non vorremmo che restasse indietro rispetto ai compagni della sua età. Per lui è meglio inserirlo a scuola adesso?
Lettera firmata, provincia di Bologna
Carissima mamma,
è vero che spesso i bambini in adozione internazionale possono avere difficoltà nell’inserimento scolastico, perché necessitano di tempo per risolvere gli sconvolgimenti emotivi collegati allo sradicamento dalla loro terra e dalla situazione che precedentemente li ha accolti. L’inserimento in famiglia richiede pazienza e tempo. I bambini hanno diritto al tempo della rielaborazione. Non conoscendo il bambino e la sua storia, posso consigliare di non aver fretta e di valutare nel complesso le sue competenze (relazionali, emotive e cognitive). Un bambino può essere molto avanti intellettualmente, ma non avere la capacità di attenzione e di concentrazione necessarie all’apprendimento scolastico. Per scegliere la scuola è bene analizzare il Piano Formativo della Scuola. Chiedete ad altri genitori che hanno figli e di cui vi fidate. Potete parlare con il dirigente scolastico valutando anche l’inserimento del bambino per un anno nella Scuola dell’Infanzia al fine di ampliare le capacità di concentrazione, il rispetto delle regole in un contesto più flessibile. Eventualmente chiedete consiglio ad un pedagogista, oppure ad uno psicologo esperto in adozioni. Non preoccupatevi del fatto che perde un anno rispetto agli altri, la serenità del bambino, e la vostra, è più importante!
M. Antonietta Simeoli
Insegnante di scuola materna e consulente familiare
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