Analisi dell'opera: I miei balli plastici

I miei balli plastici

1918

Collezione privata

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L’immagine mostra un mondo fantastico popolato di marionette, che sembrano essere costruite con carta e marchingegni metallici.

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È di Fortunato Depero, che voleva far capire a tutti quanto le macchine siano importanti per l'uomo.
Esse possono ricostruire il mondo distrutto dalla guerra, anche rallegrandolo, come se fosse un luna park.

 

In quest’opera Depero crea un mondo fantastico popolato di marionette, nell’intento di “ricostruire” il mondo, anche rallegrandolo. I ballerini che danzano in questa specie di spettacolo del circo, indossano costumi quasi rigidi e sembra si muovano come dei robot o delle macchine azionate da delle chiavi meccaniche, come i giochi di un tempo.

L’automa inventato
«... Per ottenere un maggior senso geometrico e di libertà proporzionale nei costumi, nei personaggi e nei rapporti fra scena e figura, bisognerebbe dimenticare addirittura l’elemento uomo e sostituirlo con l’automa inventato; cioè con la nuova marionetta libera nelle proporzioni, di uno stile inventivo e fantasioso, atta ad offrire un godimento mimico paradossale e a sorpresa».
(F. Depero)

Un gioco di prospettive
«Appena mi accinsi a realizzare quadri ispirati al dinamismo plastico, constatai che era necessaria una prospettiva multipla. Infatti, dovendo realizzare un’opera che riassumesse in sé pezzi di paesaggio disparati, distanti, capovolti, compenetrati, sovrapposti e sfuggenti, logicamente le diverse prospettive erano tenute a rispondere ai rispettivi e simultanei soggetti. Quindi prospettiva orizzontale, verticale, obliqua, dall’alto, dal basso, concentrica ed eccentrica, irradiante cioè dai centri emotivi e dai centri luminosi».
(F. Depero)

Arte futurista
L’arte futurista è un’arte che vuole essere vicina alla vita, che è legata alla modernità e ne celebra la grandezza. I Futuristi esaltano i progressi della scienza e le innovazioni della tecnologia: cioè l’elettricità, l’automobile, l’aeroplano e la velocità raggiungibile con questi mezzi.
Perciò affermano che “tutto muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente”. Vogliono rappresentare nelle loro tele il movimento reale delle figure e degli oggetti.

L’arte dopo la Grande Guerra
Dopo la Prima Guerra Mondiale, alcuni artisti danno nuova vita al Futurismo con il manifesto della Ricostruzione futurista dell’universo. L’arte deve raggiungere quanti più aspetti possibili della vita (perfino l’arredamento e il design), fino a realizzare, sulle macerie della guerra, una “ricostruzione” totale, basata sulla celebrazione della perfezione delle macchine industriali (non più della velocità) e su una grande libertà creativa.