La Giostra propone varie modalità di partecipazione ai suoi lettori, con l'intento di dare maggior risalto alla rubrica della Posta di Bea.
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Le lettere dei bambini, in cui possono esprimere critiche e apprezzamenti per la rivista, condividere i loro perché, narrare la loro esperienza, porre domande… Chi non sa scrivere può dettare ai genitori, all’insegnante o al fratello giugnore.
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Le lettere dei genitori, rivolte ad Antonietta Simeoli, insegnante di scuola materna e consulente familiare. Un’esperienza messa a servizio delle famiglie, nella convinzione che condividere i problemi sia il primo passo per sentirne meno il peso.
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I disegni dei bambini: bellissimi, tutti e sempre!
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Le fotografie dei bambini, per vedersi sulla Giostra e per dare alla rivista la ricchezza dei volti.
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La lettera del mese
Cara Maria Antonietta,
in questo periodo sento il Natale che si avvicina come una bella occasione di festa per la mia famiglia. Ho sempre amato fare i regali, per me c’è maggior gioia nel donare che nel ricevere.
Per i miei figli ho sempre una cura speciale nella scelta del dono, ma, non lo nascondo, ho dei timori. Vorrei stupirli con qualcosa di veramente bello, qualcosa di significativo. Vorrei che nel regalo ci fosse il senso del Natale, magari acquistando presso botteghe equo solidali. Io amo i giochi di legno, come quelli di una volta.
Vorrei far felici i miei bambini, ma anche dar loro qualcosa d’importante. Vorrei per loro una grande sorpresa. In realtà finisco sempre per rinunciare e comperare quel che hanno visto in TV, che per loro è sempre il massimo. Finisco con lo spendere un sacco di soldi e credere, alla fine, di aver comperato una sciocchezza. Eppure so che i bambini non apprezzerebbero il regalo che io invece ritengo bello e di valore. Esisterà un regalo giusto per noi genitori e per i nostri figli?
Paola 72 (e-mail)
Cara Paola,
poni un bel problema: regali educativi o consumistici?
Non è facile scegliere, sapendo che si può deludere l’attesa dei bambini nel giorno, più di tutti gli altri, dedicato a loro.
Natale rappresenta, anche per i non credenti, un’occasione di gioia e di festa, porta alla mente ricordi felici e semplici della nostra infanzia, con le valenze affettive ad essi collegati. Spesso la società dei consumi si impossessa delle rappresentazioni di tali atmosfere emotive. Il dono assume così una funzione sociale di formalità, invece è il simbolo di ciò che ci lega agli altri. Ogni piccolo oggetto parla di me e del mio voler condividere affetto con un’altra persona.
Il concetto di condivisione è alla base della tradizione del dono. Andiamo a “caccia” di regali, i bambini preparano elenchi di doni graditi, letterine tanto particolareggiate che a volte contengono anche il costo dei giochi… Eppure se noi educatori decidessimo di riattivare il tempo dell’attesa e del desiderio, non avremmo le decine di giochi dimenticati dopo pochi minuti dall’apertura delle loro scatole. Sarebbe importante scegliere giochi che ci permettano di stare in compagnia dei bambini, così che possano collegare il giocattolo alla relazione affettiva di cui è simbolo.
Un consiglio: seleziona le proposte dei bambini in modo accurato, ma senza prevenzioni mentali, accompagnando un gioco desiderato ad un altro più tradizionale (libri, mappamondo, lenti d’ingrandimento o microscopio, palloni, piccoli accessori di vestiario, puzzle, tombole…). Lega almeno un acquisto ad iniziative di solidarietà. I bambini gradiscono regali personalizzati: la tazza con il loro nome, la tovaglietta per la colazione con una fotografia, la maglietta stampata ad hoc. Accompagna ogni regalo con un biglietto scritto a mano. Natale è anche questo: ricordarsi che facciamo parte di una rete di persone più ampia e complessa. Natale, qual è il suo senso?
«L’amore lo si riconosce dal dono. E poiché ogni dono proviene dall’amore,
il primo tra tutti i doni è l’amore» (Card. I. Schuster).
Maria Antonietta Simeoli
Insegnante di scuola materna
e consulente familiare
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