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La copertina Prime Rime

Presentazione

Quando un bimbo nasce, entra in un mondo pieno di suoni. Già nei mesi che hanno preceduto la nascita, suoni ovattati accompagnavano il suo lento crescere all’interno della mamma, ma ora è tutto diverso. I suoni non sono più solo compagni discreti, ma a volte diventano invadenti, riempiono con la loro presenza il piccolo mondo del bambino. Suoni piacevoli e suoni sgradevoli, suoni dolci e suoni aspri, suoni morbidi come una piuma e suoni duri come una pietra, suoni amici e suoni da mandare via… Le parole non sono altro che suoni che escono dalla bocca: la lingua raccoglie l’aria che i polmoni pompano in continuazione avanti e indietro e con l’aiuto del palato e dei denti la trasforma in suoni. Con il passare dei millenni ognuno di questi suoni è stato associato ad un’immagine (un oggetto, un animale, un gesto, una sensazione…) ed ecco nascere le parole! Il bambino deve fare in pochissimo tempo il cammino che l’Uomo ha fatto in millenni: abbinare ai suoni usciti dalla bocca di chi ha intorno le immagini che quei suoni rappresentano per gli altri. Non solo! Con il passare dei mesi deve anche riuscire a riprodurre quei suoni, per poter comunicare con sempre più precisione sentimenti e desideri, pensieri e bisogni…

Le filastrocche hanno dunque, sui bambini, un indubitabile fascino, diverso da quello esercitato dalle fiabe e dai racconti. Cos’è che crea questo fascino, che dona alla filastrocca quella forza con cui lei attira implacabilmente l’attenzione dei bambini?

  • È la regolarità con cui gli accenti si spargono tra le parole, dando alle frasi il ritmo famigliare del battito del cuore.

  • È il ripetersi rassicurante dei suoni che uniscono tra loro le frasi come le mani strette una all’altra uniscono i bambini in un divertente girotondo.

  • È il respiro costante della filastrocca, lo stesso respiro di chi racconta e di chi ascolta.

  • La filastrocca (come la fiaba e il racconto) può far sorridere, può creare mille diverse emozioni, può far viaggiare in paesi lontani e rendere magiche le piccole cose di tutti i giorni. Ma lo fa (grazie al ritmo famigliare, al ripetersi rassicurante dei suoni e al respiro costante...) stringendo in un unico, grande abbraccio il narratore e gli ascoltatori e questo la fiaba e il racconto non sono capaci di farlo.

    Prendiamo una filastrocca semplice, corta e colorata e proviamo a vedere se è vero quello che abbiamo detto.

    Raccontiamo i primi versi seguendo il battito del nostro cuore. Le vocali colorate sono quelle su cui cade l’accento (e, di conseguenza, il battito del cuore...).

    C’era una volta un paese lontano
    dove i colori si davan la mano.
    Tra tutti il rosso era il più piccolino
    e l’arancione gli stava vicino.


    La filastrocca prosegue e il girotondo di suoni prende forma.

    Rideva forte il giallo brillante
    e il verde, vicino, parlava alle piante.
    Alti nel cielo l’azzurro ed il blu
    guardavan la Terra e stavan lassù.


    Ora osserviamo il nostro respiro durante gli ultimi versi: istintivamente, senza alcuno sforzo, inspiriamo all’inizio di ogni riga e il respiro che esce dalla nostra bocca porta poi con sé le parole del verso.

    Più grande e più scuro di tutti era il viola,
    ma i sette sembravano una cosa sola
    e chi li vedeva nel cielo sereno
    diceva: “Guardate, c’è l’arcobaleno!”


    Fatto? Bene! Chiudiamo gli occhi. Ecco i sette colori che si prendono per mano. Cosa fa ognuno di loro? Se ce lo ricordiamo con precisione, abbiamo accolto la filastrocca come l’avrebbe accolta un bimbo: a braccia spalancate, con le orecchie bene aperte e tanto posto per lei nella mente e nel cuore!

    Grandi e bambini possono dunque vivere l’esperienza di abbracciare insieme una filastrocca.
    Ma non solo...
    Le filastrocche possono essere usate anche per introdurre un gioco, per creare un’atmosfera di attesa, un ambiente immaginario in cui il gioco possa trovare spazio, diventando più invitante, più coinvolgente, più divertente…
    Altre volte, sono esse stesse un gioco, accompagnate da gesti e azioni da compiere in un ben determinato ordine, senza errori né esitazioni.
    Oltre ad essere entrambe queste cose, alcune delle filastrocche di questo libro sono qualcosa di più: parlano dei giochi, delle mille sensazioni che provocano, di come giochi e giocattoli sono i compagni di vita dei bambini e li aiutano a crescere e ad entrare in contatto con gli altri. I giochi diventano quindi i protagonisti delle filastrocche.
    Ma non solo...
    Le filastrocche possono portare lontano! Sono filastrocche per crescere… Immaginiamo che siano messe su una “scaletta”, che ci porta alla mente un movimento contemporaneamente in avanti e verso l’alto, lento e sicuro, che bene rappresenta la crescita dei bambini. Non è una “scala a pioli”, che porta in fretta (ma pericolosamente...) su in alto. Non è una “scalinata”, ampia e maestosa, più apparenza che sostanza. Non è una “scala a chiocciola” che gira su se stessa. Questo libro di filastrocche è una “scaletta”, su cui si può salire con sicurezza: un passo dopo l’altro, senza saltare nessuno scalino, permetterà ai bimbi di vedere sempre più lontano, rendendo dopo ogni filastrocca più ampio l’orizzonte delle loro conoscenze.

    Elio Giacone
    www.igiochidielio.it


    10 CONSIGLI PER L'USO DELLE FILASTROCCHE

    1. Scegliere un posto adatto per giocare con le filastrocche e con le parole che le compongono. Le rime sono un gran divertimento!
    2. Leggendo le filastrocche, mantenere la musicalità delle parole, come se si stesse leggendo uno spartito musicale.
    3. Cambiare il tono della voce, che da vivace e allegro diventa man mano più basso e lento... e viceversa!
    4. Cercare la giusta tonalità e il giusto ritmo, per trasformare ciò che si legge in una melodia e incantare chi ascolta.
    5. Dare voce al silenzio: un’assenza di suoni è in grado di dare forza alle parole che separa, lasciando la mente libera di soffermarsi su quella appena detta e creando attesa per quella che sta per arrivare.
    6. Trasmettere ai bimbi il desiderio di imparare: ogni filastrocca insegna qualcosa (a contare, a distinguere i colori, a conoscere i contrari, le parti del corpo, i giorni della settimana...).
    7. Non lasciare sola filastrocca: affiancarle un breve racconto che sviluppi, non in rime, l’argomento trattato.
    8. Prendere per mano le parole nuove e accompagnarle a far compagnia alle tante già conosciute.
    9. Memorizzare le filastrocche, per custodirle e poterle ripetere quando più farà piacere ricordarle.
    10. Finire la filastrocca con la promessa: «Domani ce ne sarà un’altra!»

    La copertina

    Prime Rime
    Filastrocche per crescere

    Testi: Elio Giacone
    Illustrazioni: Anikibobo

    Collana "I libri de La Giostra"
    Editrice AVE, Roma 2007

    La scheda del libro è su:
    http://www.editriceave.it/

    Per l'acquisto del libro e ulteriori informazioni:
    http://www.editriceave.it/statiche/acquisti/

    Novità!

    La copertina

    Che storia, Gesù!

    Testi: Anna Peiretti
    Illustrazioni: Chiara Fruttero

    Collana "I libri de La Giostra"
    Editrice AVE, Roma 2007


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