Che forza, i genitori!

I bambini hanno bisogno di… genitori “potenti”, Empowerment, una parola inglese che non ha
l’equivalente in italiano: si può tradurre con “sviluppo della fiducia nelle proprie capacità” e che deriva direttamente da power, potere. Chi è fiducioso delle sue capacità è “potente”.

Facciamo un passo indietro.
Si parla spesso dell’assedio che i Pronto Soccorso devono subire da parte di pazienti che chiedono un “soccorso immediato” per problemi banali, che spesso non avrebbero bisogno del medico.
Ogni anno in Italia sono 5 milioni i bambini che vanno al Pronto Soccorso: 20 anni fa erano poco più di un milione. Oltre il 90% ci va per “problemi” che avrebbero potuto essere affrontati dal medico di famiglia o addirittura con l’automedicazione. Le visite effettuate ogni anno dai pediatri di famiglia sono 50 milioni; 20 anni fa erano poco più di 15 milioni. Anche in questo caso si tratta in gran parte di problemi così banali da non aver bisogno del medico.
Ricorrere al medico per un nonnulla è una manifestazione di scarsa fiducia nelle proprie capacità: ci si sente “impotenti”, persino in presenza di un pianto troppo lungo, un po’ di febbre o un po’ di mal di pancia.
Questo ricorrere eccessivo ai medici e alla medicina genera ulteriori guai: si “medicalizzano” situazioni che non sono patologiche, si esagera negli interventi, si deresponsabilizzano sempre più i genitori. La fiducia che i bambini ripongono in loro ne soffre. Con le conseguenze che è facile immaginare sulla saldezza dei legami familiari e sull’educazione ad affrontare le difficoltà della vita, di cui i bambini non possono fare a meno.
I risultati, ahimé, si vedono già! Molti pediatri, i più consapevoli e lungimiranti, hanno perciò cominciato da tempo a spostare l’asse della loro attività dalla cura delle malattie (che per fortuna
sono sempre meno), allo sviluppo dell’empowerment dei genitori dei loro pazienti.
Perché i bambini hanno bisogno di… genitori potenti.

Vincenzo Calia, pediatra e già direttore della rivista Uppa.

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