Vuoi giocare con i burattini?

TROVI QUI, NEGLI ALLEGATI PDF, MATERIALI PER COSTRUIRE BURATTINI IN CARTONCINO!

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Il burattino costituisce una grande occasione per sviluppare un percorso narrativo. Non si tratta affatto di immaginare il lavoro che richiede la realizzazione di uno spettacolo, piuttosto di partire dalla passione dei bambini per i burattini.
Per il bambino ha un grande valore il gioco drammatico, attraverso cui egli può riprodurre episodi e situazioni tipiche della vita infantile, gli eventi della scuola che possono averlo più interessato, le scene e gli avvenimenti che ha osservato nel mondo circostante impersonandone via via i protagonisti. Attraverso l’interpretazione del gioco simbolico il bambino si impossessa del mondo: riesce a raccontarlo. Nel gioco simbolico il bambino non fa altro che imitare vicende familiari.

I più piccoli rivivono grazie ai burattini proprio le modalità del gioco simbolico; rappresentano sempre storie brevi e molto semplici, in cui si stagliano con chiarezza le figure dei buoni e dei cattivi. Solo verso i 5-6 anni il bambino è in grado di eseguire una storia, e solo se ha avuto la possibilità di vederla già drammatizzata dagli adulti più volte. Il burattino è per il bambino uno strumento di rappresentazione simbolica, attraverso cui egli scopre la possibilità di “far finta di…”.
Il burattino però ha anche il valore di un oggetto transizionale attraverso cui esprimere i conflitti interiori. Il burattino è vivo: il bambino esprime attraverso di lui i suoi sentimenti. Non è raro vedere i bambini attaccarsi a quel preciso burattino, esprimendo sempre il desiderio di animarlo. Come in generale tutte le storie, il gioco spontaneo dei burattini, e quindi il racconto e la vicenda che il bambino crea, favoriscono processi di identificazione e di proiezione per la soluzione di problemi emotivi. Il gioco simbolico – drammatico che si realizza grazie ad un semplice burattino è occasione per il bambino di scoprire e assimilare del nuovo materiale linguistico. In generale il gioco drammatico e il teatro dei burattini risultano essere particolarmente efficaci ai fini della educazione linguistica dei bambini.

Via, il gioco dei burattini!
La costruzione dell’oggetto – burattino è il primo passo: un momento importante, in cui il bambino non può farcela da solo. La costruzione richiede passaggi talvolta difficili e abilità che il piccolo ancora non possiede. L’insegnante dunque dirà sempre: «Facciamo i burattini!». Ogni mese, contemporaneamente all’uscita della rivista, sul sito saranno disponibili schede tecniche utili alla costruzione dei diversi modelli di burattini.
L’animazione del burattino talvolta richiede l’acquisizione di un’abilità specifica; bisogna che il bambino capisca come poter muovere al meglio il suo burattino.  Solo così ne svilupperà tutto il potenziale comunicativo. Nella proposta de La Giostra si è sempre tenuto conto che il bambino potesse riuscire da solo a prendere pieno possesso del burattino.

Il ruolo del burattino - personaggio
Ogni burattino presenta una figura del mondo delle fiabe, incarna il carattere di un personaggio già noto ai bambini. Il burattino è in qualche modo la via simbolica per fare la conoscenza di un tipo umano, come se si trattasse di una tipologia di persona (il capriccioso, il coraggioso…). La fata è dolce e generosa, per esempio. Il mago è sapiente. Lo gnomo ama la natura e ce ne insegna il rispetto. Ogni burattino si presenta dunque al bambino con una precisa e forte caratterizzazione; esprime qualità e difetti. Attraverso il gioco della sua animazione il bambino potrà così scoprire nuove caratteristiche umane, imparare a chiamarle per nome.
Il burattino non si conosce per qualità astratte, ma si rivela da quel che fa. Il bambino viene coinvolto nella conoscenza del personaggio, ma senza percepire i termini astratti che lo descrivono. Il burattino – personaggio qui è presentato attraverso ciò che fa. Solo dopo segue la parola ad enunciare il suo sentimento, il suo carattere, il suo difetto o la sua virtù.
Il burattino dunque è per la storia, chiede di vivere in una narrazione.

I burattini a scuola
L’esperienza di costruzione di burattini accompagnerà i bambini attraverso un anno intero, invitandoli sempre a cimentarsi in tecniche e modalità nuove. I bambini, accompagnati dall’insegnante, scopriranno una varietà di forme e di modi attraverso cui i materiali (la carta velina, il cartoncino, la stoffa…) e gli oggetti (la calza, il tappo, il rotolo…) possono prendere vita, divenendo appunto burattini!
Un cassa dei burattini potrà raccoglierli via via tutti, perché un insieme all’altro saranno utili – alla fine – per arricchire le storie e le rappresentazioni. Una cassa di burattini è un repertorio di tipi umani, di personaggi. Non é importante che i bambini utilizzino i burattini per rappresentare storie definite e classiche, ma che giochino con essi liberamente. Attraverso il burattino il bambino narra la sua storia. L’insegnante dovrà trovare i modi di registrare il gioco simbolico dei bambini e di trascriverne le trame, la caratterizzazione e il ruolo dei personaggi, le modalità dei loro movimenti. Eventualmente i bambini potranno rappresentare il loro gioco per il pubblico dei genitori.

È bene che i bambini imparino a ordinare i loro burattini secondo il criterio prescelto. Potrebbero radunarli per insieme a seconda delle storie che hanno rappresentato. Oppure tutti gli animali da una parte, tutte le persone dall’altra. I burattini chiedono un posto di diritto, come le persone.
Non è indispensabile fornire situazioni di teatro; un tavolo va benissimo per il gioco dei burattini. Il proscenio costruito con semplice cartoncino può essere un elemento arricchente, ma non indispensabile. In generale vale la regola che per i bambini il gioco simbolico dei burattini, in questa forma primordiale, non richiede la situazione del teatro.

Il momento ideale per dare vita ai burattini è l’inizio della mattinata, anche come introduzione alle attività di sezione. I burattini creano unione fra i bambini e attirano la loro attenzione verso un determinato argomento. (Anna Peiretti)